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Presentazione editoriale - Martedì 4 dicembre - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Kurdistan Memories

Eugenio Grosso
interviene Marta Serafini - giornalista de il Corriere della Sera

Martedì 4 dicembre presenteremo a Officine Fotografiche ‘Kurdistan Memories’ insieme all’autore Eugenio Grosso e a Marta Serafini, giornalista de Il Corriere della Sera.

‘Per lungo tempo i curdi sono stati dimenticati dalla storia finché, recentemente, sono tornati sotto i riflettori per il loro sforzo nella guerra contro ISIS in Siria e Iraq. 

I curdi sono una numerosa minoranza etnica che non ha mai avuto un proprio stato. Divisi in quattro nazioni: Turchia, Iran, Iraq e Siria, ci sono stati solo rari tentativi di stabilire uno stato curdo. La Repubblica di Mahabad fu uno di quelli, sfortunatamente durò solo pochi mesi nel 1946 nell’odierno Iran. 

Nel 2003, durante la seconda Guerra del Golfo, la parte Nord dell’Iraq, quella abitata dai curdi, venne dichiarata no-fly zone. Da allora i curdi vi hanno stabilito una regione autonoma con il proprio parlamento, esercito e bandiera. Ciononostante, il Kurdistan Iracheno, rimane dipendente dal governo centrale. Da quando il conflitto con il così detto Stato Islamico si è quasi concluso le spinte indipendentiste sono diventate sempre più forti e, nel settembre 2017, si è votato un referendum in cui la maggioranza della popolazione mostrava la volontà di separarsi dal resto dell’Iraq. 

Nonostante questo la società curda non è un insieme omogeneo, molti conflitti, come la guerra civile che insanguinò il paese negli anni ’90, ha reso il cammino verso l’indipendenza un obiettivo difficile da raggiungere. 

Ho vissuto e lavorato in Kurdistan Iracheno per circa sei mesi e questo libro è una collezione di elementi che compongo l’identità curda nella regione, dalla politica all’economia, l’impegno militare, la religione, l’occidentalizzazione e il patrimonio culturale. Il libro ha anche un testo scritto che è un diario della mia esperienza professionale di quel periodo.’ (EG)

 

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Eugenio Grosso è un fotogiornalista italiano che si occupa di temi sociali e di conflitto. Nel 2015 ha realizzato diversi servizi nei Balcani e in nord Europa seguendo le rotte dei migranti attraverso Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria e infine Francia. Tra il 2016 e il 2017 ha vissuto in Iraq durante la campagna per liberare la città di Mosul dall’occupazione di ISIS. A Novembre 2018 ha pubblicato ‘Kurdistan Memories’ un libro fotografico sulla sua esperienza di quel periodo. I suoi lavori sono stati pubblicati su testate nazionali e internazionali come Il Corriere della Sera, BBC, CNN, The Washington Post. 

 

Le Cicale
Proiezione - Martedì 27 novembre - ore 20 - Cinema Beltrade, Via Nino Oxilia 10, Milano

LE CICALE UN DOCUMENTARIO DI EMILIANO MANCUSO E FEDERICO ROMANO

a cura di Zona e Officine Fotografiche Milano

Zona in collaborazione con Officine fotografiche organizzano una serata per ricordare il regista e fotografo Emiliano Mancuso.
A Milano il 27 novembre presso il Cinema Beltrade sarà proiettato il film Le Cicale, l’ultimo documentario scritto e girato da Emiliano Mancuso insieme a Federico Romano.

Quando l’estate finisce, racconta la fiaba di Esopo, la formica previdente passerà un inverno sereno, la cicala che ha sperperato tutto invece morirà al freddo. Ma che succede se anche i chicchi di grano messi da parte dalla formica non sono più sufficienti ad affrontare l’inverno ?
Le cicale è un viaggio intimo nella vita di chi, già andato in pensione o in procinto di andarci, si ritrova a lottare ancora per sopravvivere, perché lo stato sociale oggi non basta più a garantire una serena “età del riposo”. Per tutti, quando l’inverno è arrivato, i chicchi di grano messi da parte non erano sufficienti, spesso nemmeno ad avere la certezza di poter dormire con un tetto sopra la testa. Ma il destino non li ha piegati, questi pensionati ed esodati: non sono rassegnati ma pieni di energia, perché sanno che è un loro diritto arrivare vivi alla morte. Un racconto corale, dove attraverso le voci di queste ‘cicale’ loro malgrado, ci troviamo di fronte una possibile verità, che il futuro dei giovani sarà molto simile al presente dei vecchi.

Interverranno:

Renata Ferri, giornalista e photo editor
Luca Mosso, critico cinematografico
Federico Romano, co-regista
Giulia Tornari, produttrice per Zona

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Incontro - mercoledì 21 novembre 2018 - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Hawaii - Isole primitive dalla natura incontaminata

Kailas viaggi
con Francesco Pandolfo

Nell’immaginario collettivo le isole Hawaii rappresentano il paradiso in terra, con spiagge incontaminate e foreste rigogliose che circondano imponenti montagne vulcaniche.

Là dove il vulcanismo oggi è estinto, la foresta ricopre pareti scoscese da cui cadono fragorose cascate. Dove il vulcanismo è attivo, le recenti e continue eruzioni danno vita a spettacoli opposti, dove padrona è la roccia.

Le rocce si manifestano sotto varie tipologie: o nere lucenti o tinte nei colori più sgargianti, a seconda delle “situazioni geologiche” differenti.

Il viaggio con i geologi di Kailas ti darà la possibilità di comprendere le diverse formazioni durante le escursioni a piedi sull’isola.

Gibellina vecchia (Trapani), febbraio 2016 - Cretto di Burri
Presentazione editoriale e incontro con l'autore - martedì 13 novembre 2018 - dalle ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Il cretto grande

Massimo Siragusa
Postcart Edizioni

Siamo felici di presentare il nuovo libro di Massimo Siragusa ‘Il cretto grande’ edito da Postcart a Officine Fotografiche Milano. Sarà presente l’autore che dialogherà insieme alla curatrice Laura Serani.
Vi aspettiamo dalle 18 e 30 presso la nostra sede insieme all’autore.

Alberto Burri fu chiamato a realizzare un’opera d’arte per ricordare l’immane tragedia che colpì la valle del Belice nel 1968. L’artista scelse di coprire le macerie del paese distrutto, mantenendone l’impianto urbanistico, con un’immensa colata di cemento bianco. Il monumento è un enorme velo di 29 acri che ha inghiottito l’intera area del centro storico. Nella sua concezione originaria era interamente bianco; oggi il Cretto è mutato: il tempo ha annerito i muri, le sterpaglie sono cresciute tra le crepe del materiale. Dall’alto appare come un insieme di fratture nel terreno. Racconta Siragusa: “Gli anni hanno creato delle ferite. La superficie si è spaccata, è uscito il ferro dell’anima interna”. È un luogo -il Cretto- in cui l’arte non è fine a se stessa ma diventa lo strumento indispensabile per la salvezza della memoria.

Il cemento scelto da Alberto Burri per la sua opera è come un lenzuolo di pietra che avvolge la morte, congelando un assetto urbano nei suoi ultimi istanti. E nessuno, girando negli spazi che erano vicoli e strade, riesce a separare la materia artificiale dalla sua potenza evocativa. – Marisa Ranieri Panetta, in Il Cretto Grande, Postcart Edizioni, 2018

È stato scritto e illustrato tanto sulla creazione di Burri a Gibellina; eppure, sembra impossibile, le fotografie di Massimo Siragusa riescono a mostrare nuovi scenari e ad accendere inaspettate emozioni. I suoi scatti scorrono sulla “pelle” del manufatto, entrano negli organi interni, scrutano imperfezioni, colgono particolari che ne esaltano fascino e degrado. – Marisa Ranieri Panetta, in Il Cretto Grande, Postcart Edizioni, 2018

Pagina dopo pagina, con Siragusa si scopre e si accede a una nuova lettura del Cretto, uno studio anatomico che ne rivela la forza quanto la fragilità, la bellezza dei dettagli, lo stupore degli scorci, la magia dei labirinti. Quando le rare viste dell’insieme appaiono, la sorpresa è ancora più grande di fronte a una sorta di topografia immaginaria, di città immobile, addormentata per sempre sotto un lenzuolo di cemento bianco. – Laura Serani, in Il Cretto Grande, Postcart Edizioni, 2018

Massimo Siragusa è nato a Catania e vive a Roma, dove insegna allo IED. Ha esposto in numerosi musei e gallerie in Italia e all’estero e collabora con le più importanti testate internazionali.

Con i suoi lavori di corporate ha raccontato la realtà delle maggiori industrie italiane. Ha vinto numerosi premi tra cui quattro World Press Photo – nel 1997, 1999, 2008, 2009 – e tre Sony Awards.
Ha pubblicato i libri: Il Vaticano, Il Cerchio Magico, Credi, Teatro d’Italia, L’Emozione della vertigine e Respirano i muri. www.massimosiragusa.it 

 

Info

Il libro – Titolo: Il Cretto Grande  | Autore: Massimo Siragusa  | Pagine: 132  | Testi in italiano e in inglese di Marisa Ranieri Panetta, Laura Serani, Massimo Siragusa | Formato: 14,5×21 cm. | Prezzo: € 36,00 | Data di uscita: giugno 2018

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Letture portfolio con i docenti di Officine

Martedì 9 ottobre Officine Fotografiche Milano è aperta a tutti per una serata di letture portfolio con i nostri docenti.

A partire dalle ore 18 fino alle 20

Nausicaa Giulia Bianchi docente del corso Meeting Strangers

Alessandro Calabrese docente del corso Composizione Visiva

Angelo Ferrillo docente del corso Street Photography

Allegra Martin docente del corso Fotografia Base

Nicola Nunziata dovente del corso Esercizi di Stile

saranno a dispozione di soci e non solo per una serata di confronto collettivo sulle immagini.  Sia fotografi principianti che professionisti sono i benvenuti, è possibile portare sia immagini cartacee che su supporti elettronici.

Sarà possibile chiedere direttamente informazioni e consigli ai docenti sui corsi in partenza ad ottobre 2018.

Le letture portfolio sono gratuite ma è necessaria la prenotazione via mail. Scriveteci a ofm@officinefotografiche.org

 

 

 

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Incontro - martedì 9 ottobre - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

IRAN A 360° - Dai deserti alle montagne tra gli splendori dell'antica Persia

Kailas Viaggi

L’Iran è un immenso Paese ricco di storia, cultura ma anche di ambienti e paesaggi estremamente vari e selvaggi.

Dai vasti deserti dell’Iran Centrale alle sterminate catene montuose, passando per le ricche di vallate in cui  vivono popoli nomadi. Aree dominate da imponenti vette come quelle del vulcano Damavand, che supera i 5000 metri, fino a coloratissimi canyon.

In questo vario territorio si sono succedute dinastie tribali e grandi imperi che hanno lasciato importanti segni della loro esistenza, a partire da Persepoli fino alle belle città “imperiali” cresciute durante i fasti della Via della Seta.

Con le immagini della Guida Kailas Marco Montecroci attraversiamo un territorio di migliaia di chilometri muovendoci tra ambienti inaspettati e meraviglie architettoniche del passato.

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Open Week

Ritorna l’Open Week a Officine Fotografiche Milano!

Dopo la chiusura estiva siamo di nuovo pronti ad accogliervi nella nostra sede di via Friuli per presentare i nuovi corsi in partenza a ottobre 2018.

Tutte le lezioni aperte e le presentazioni dei corsi saranno gratuite e la partecipazione è libera previa prenotazione via email. Scriveteci a ofm@officinefotografiche.org

Vi aspettiamo!

 

* PROGRAMMA *

* MARTEDì 18 SETTEMBRE *

ORE 18

Lezione aperta e presentazione del corso di Professione Reporter con il docente Pietro Vertamy

Lezione aperta e presentazione del corso con Nicola Nunziata docente del corso Esercizi di stile

ORE 19

Lezione aperta e presentazione del corso di Book Design con il collettivo Discipula

* MERCOLEDì 19​ SETTEMBRE *

ORE 18

Lezione aperta e presentazione dei corsi con il docente Pietro Vertamy insegnante di Fotografia Base, Fotografia Intermedio

Lezione aperta e presentazione del corso di Laboratorio di critica fotografica con le docenti Matilde Scaramellini ed Elena Vaninetti

ORE 19

Lezione aperta e presentazione del corso di Catching Stories con il docente Gianmarco Maraviglia 

Lezione aperta e presentazione del corso con Alessandro Gandolfi docente del corso di Reportage

* GIOVEDì 20​ SETTEMBRE *

ORE 18

La docente del corso Base Allegra Martin sarà a disposizione per letture portfolio e colloqui

ORE 19

Lezione aperta e presentazione del corso di Street Photography con il  docente Angelo Ferrillo

Lezione aperta e presentazione del corso di Photo Editing con le docenti Emanuela Mirabelli e Chiara Oggioni Tiepolo

NI UNA MENOS
Incontro con l'autore e presentazione piattaforma web - 12 settembre 2018 - ore 19 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Historias Minimas - Incontro con il fotografo Karl Mancini

Karl Mancini
Interverranno Stefania Biamonti, Irupè Tentorio, Valeria Ribaldi

Officine Fotografiche è felice di ospitare l’incontro Historia minimas con l’autore Karl Mancini, mercoledì 12 settembre 2018 alle ore 19 e 30 presso la sede di via Friuli.

Interverranno la giornalista Irupè Tentorio, in collegamento dall’Argentina, e le collaboratrici al progetto Stefania Biamonti e Valeria Ribaldi.

 


 

In Argentina il femminicidio, l’omicidio di una donna, è una nuova categoria di crimine inserita nel codice penale nel 2012 e punito con l’ergastolo. Nonostante l’inasprimento delle leggi, le uccisioni di donne stanno aumentando nel paese. Secondo le statistiche, attualmente una donna viene uccisa una ogni 28 ore.

La primavera 2015 è stata triste teatro di una serie di atroci crimini in tutto il paese: donne bruciate vive, fatte a pezzi con un machete, perfino un caso di una donna incinta uccisa dal suo fidanzato e sepolta nel giardino dei suoi nonni. 

In quei giorni fu creato dal collettivo femminista Ni una menos (Non una di meno) un movimento di protesta con-tro la violenza sulle donne. La prima manifestazione si è tenuta il 3 giugno 2015 in otto importanti città argentine, per poi ripetersi nel per ben quattro volte l’anno dal 2016: in marzo, giugno, ottobre e novembre. Dal 2015 questo movimento, con un successo senza precedenti, sta mobilitando le masse contro la violenza di genere fino alla manifestazione dell’8 marzo 2018 quando mezzo milione di donne hanno manifestato per le strade di Buenos Aires e altre milioni si sono fermate in oltre 60 paesi del mondo. Ad ogni marcia, come mai prima d’ora nel paese, il nume-ro delle manifestanti che scendono in piazza reclamando i propri diritti e denunciando i crimini subiti cresce.  Il movimento si è esteso agli altri paesi dell’ America Latina e di recente è arrivato anche negli Stati Uniti ed in Euro-pa. 

Sfortunatamente il problema della violenza sulle donne è diffuso in tutta l’Argentina senza distinzione di classe sociale ma è piuttosto grave nelle Villas Miserias delle grandi città, cosi vengono chiamate comunemente le favelas e i quartieri più umili dove le persone vivono in condizioni di forte povertà, il tasso di criminalità è molto elevato ed i più giovani sono le persone più a rischio. In questi luoghi le forti regole domestiche tradizionali, l’organizzazione familiare patriarcale favoriscono violenza. Capita spesso che le giovani ragazze preferiscano andarsene di casa, dove in genere subiscono violenza domestica quotidianamente, per una storia d’amore con un ragazzo del barrio affiliato ad una gang che le introduce al mondo della droga o peggio ancora, divengono vittime di un’altra grande piaga del paese: Il traffico, conosciuto anche come tratta delle donne le quali vengono rapite e costrette a prostituirsi.

Nella sola Buenos Aires ci sono 1500 bordelli, 40.000 in tutta l’Argentina. Molto spesso ragazze tra i 13 e 16 anni rimangono incinte. È molto comune che la polizia non prenda le denunce delle vittime che trovano il coraggio di farlo, che non stili nemmeno il rapporto e che non intervenga. Molte donne sono infatti state uccise nonostante abbiano sporto decine di denunce senza che nessuno abbia mosso un dito. La corruzione è molto diffusa e le donne, abbandonate in questa situazione, si ritrovano a soffrire violenze fisiche e psicologiche per diversi anni.

Il movimento sta combattendo contro la violenza di genere su molti aspetti diversi.
Ha marciato al fianco di famiglie di donne uccise, vittime di violenza fisica e psicologica, donne discriminate sul posto di lavoro, a causa di precarie condizioni economiche o sociali, per essere migranti o appartenere a minoranze etniche.
Nei giorni scorsi sono stati fatti passi storici sulla questione della legalizzazione dell’aborto che è stata discussa per la sesta volta al Congresso, dopo un accordo storico alla Camera dei Deputati il 13 giugno 2011. Il Panuelo verde indossato da migliaia di donne nel paese è diventata il simbolo della lotta per il diritto di decidere autonomamente sul proprio corpo durante le massicce dimostrazioni ma anche nella vita quotidiana.

‘Ni una Menos’ fa parte di un più ampio progetto in corso sulla violenza di genere. Il mio obiettivo è continuare a documentare questo argomento in America Latina. La linea comune che collega tristemente molti paesi è la violenza in tutti i suoi aspetti (domestico, psicologico, fisico, economico, istituzionale, culturale, ostetrico). Credo ferma-mente che sia molto importante dare visibilità e voce alle vittime che non ce l’hanno, ispirando più persone a farsi avanti per raccontare le loro storie e fare pressione sui rispettivi governi.

 

Karl Mancini

Sin da quando ero un bambino, incoraggiato da mio nonno, ho concentrato la mia attenzione sui paesi lontani e le loro peculiarità, la geografia e le differenze culturali rimanendo stupefatto dalle foto che trovavo sui libri. Seguendo mio padre nei suoi numerosi viaggi in tutta Europa ho scoperto la mia passione per la fotografia e ho iniziato a scattare le mie prime foto. La mia prima fotocamera era una F Nikon fu un regalo di mia madre.
Sono nato e cresciuto a Roma. Nel corso degli anni, la mia passione per i viaggi è diventata un vero e proprio modus vivendi, mano nella mano con i miei due più grandi amori: leggere e scrivere. Non potrei vivere senza un quaderno, il mio zaino sfoggia le bandiere nazionali di tutti i paesi che ho visitato finora, la mia macchina fotografica e la strada: il mio fedele compagno di viaggio.
Ho iniziato a viaggiare nel 1997, mi sono trasferito a New York nel 1999 per seguire corsi presso l’International Center of Photography (ICP), dove ho studiato fotogiornalismo. Ho visitato più di 90 paesi, con una preferenza particolare per l’Asia e il Sud America. Ho lavorato come fotoreporter e giornalista freelance, seguendo eventi socio-storici e politici e concentrandomi su questioni come la violenza di genere (a cui sto lavorando da 12 anni), minoranze, diritti umani, migrazioni, le mine antiuomo (a cui ho dedicato anni di lavoro) e genocidi, di cui ho parlato in otto paesi diversi. Ho continuato a studiare fotografia a Roma e ho seguito un master in giornalismo contemporaneo.
Le mie opere sono state esposte negli Stati Uniti, Inghilterra, Russia, Australia, India, Giappone, Italia, Spagna, Grecia, Canada, Svizzera e in molti importanti festival internazionali, ottenendo riconoscimenti in molte competizioni prestigiose.
Il mio lavoro a lungo termine “Ni Una Menos” sul femminicidio e la violenza contro le donne è stato premiato, tra gli altri, al Sony World Photography Award 2017, al Premio Internazionale di fotografia umanitaria Luis Valtueña, al Days Japan International Photojournalism Award 2018, Gomma Grant 2017 e Kolga Premi 2017.

Le mie storie sono state pubblicate su alcune delle più importanti riviste e giornali di tutto il mondo e collaboro regolarmente con ONG internazionali, riviste e giornali internazionali come Newsweek, Stern Magazin, Der Spiegel, Marie Claire, Vanity Fair, CNN, Internazionale , El pais, El Mundo, Die Zeit, Courrier International, 6Mois, NZZ am Sonntag, Io Donna, Woz, Burn Magazine, il Venerdi, La Repubblica e molti altri.

Nel 2015 ho pubblicato il mio primo libro fotografico ITALIANSKIJ, sulla comunità italiana in Crimea perseguitata durante le purghe staliniane.
Da gennaio 2014 a febbraio 2017 ho collaborato con l’agenzia Echo Photojournalism come uno dei fotografi dello Staff.
Attualmente sono freelance e sto lavorando alla violenza contro le donne estendendo il mio progetto a lungo termine “Ni una Menos” agli altri paesi latinoamericani in cui la situazione è allarmante. Allo stesso tempo, sto lavorando ad un altro lungo termine “La Linea Invisible” sulla vita nei sobborghi del Sud America attraverso gli occhi dei giovani.

 http://www.karlmancini.com

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Presentazione editoriale e mostra - martedì 5 giugno 2017 - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

La cerva bianca

Interverranno: Massimo Nicolaci, Matteo Alessandri, Valeria Moreschi e Tristan Bordmann

La Cerva bianca è un libro nato in modo spontaneo.

Durante le riprese del film I tempi felici verranno presto, girato tra incantevoli e remoti paesaggi di montagna, sulle Alpi Marittime, nasce uno speciale legame tra Alessandro Comodin, il regista, Massimo Nicolaci, il fotografo di scena e Tristan Bordmann, il direttore della fotografia e sensibile illustratore. Inseguendo la narrazione surreale della sceneggiatura del film, il libro prende forma attraverso le illustrazioni dal forte tratto materico di Tristan che oltrepassano i confini del frame fotografico di Massimo amplificandone la dimensione onirica e visionaria. I due si ritirano in un vecchio castello vicino Reims, di proprietà della famiglia di Tristan, e lavorano alle tavole. Così, in un castello tra le Ardenne, nasce La Cerva Bianca, una piccola fiaba misteriosa, che trova la sua forma definitiva grazie a Matteo Alessandri e Cristina Ferraiuolo, che ne curano il progetto editoriale.

Il libro è legato al film da un filo sottile, a volte quasi invisibile eppure presente nelle atmosfere silenziose e vibranti che sembrano poter diventare reali attraverso uno sguardo che si fa tattile e indipendente nel cercare molteplici possibilità di lettura. Come il suo titolo, che tratteggia un universo di delicato mistero.

Martedì 5 giugno, in occasione della Milano PhotoWeek, presenteremo il progetto editoriale e fotografico, proietteremo spezzoni del film e dialogheremo con gli autori di questa collaborazione artistica trasversale.
Saranno esposte alcune delle tavole orginali del libro e delle immagini scattate durante le riprese del film.

 

 

Massimo Nicolaci nasce nel 1989 a Catania.
Dal 2006 ha frequentato diversi workshop fotografici: Lorenzo Castore (2006), Michael Ackerman (2008), Anders Petersen (2016).  La sua ricerca fotografica si sviluppa principalmente tra Catania, Napoli, Parigi, Berlino e Roma. Tra i progetti realizzati: Ground Floor, 2008; NYC, 2010; Prendimi per mano, 2011; Nessuno è solo, 2012; Edinburgh, 2014. Nel 2015 lavora come fotografo di scena nel film di Alessandro Comodin I tempi felici verranno presto. Fa parte dell’agenzia LUZ.

Tristan Bordmann nasce nel 1983 a Mulhouse, nell’Est della Francia.
Ha studiato Cinema presso l’università di Parigi. Dal 2000 lavora quasi esclusivamente in pellicola. Nel 2005 ha realizzato Premier Amour con Florian Berutti, ispirato al libro di Samuel Beckett. Nel 2012 inizia la collaborazione con Alessandro Comodin lavorando come DOP su L’estate di Giacomo e successivamente nel 2016 con I tempi felici verranno presto. Come direttore della fotografia ha inoltre realizzato: Le Monde du Silence (2013), Voyage en Astrylie (2016), La Montée Impossible (2017). Lavora inoltre come Illustratore ed è docente in alcune scuole di cinematografia. Il suo primo libro Voyage en Astrylie – traité ethnographique, un viaggio in un paese  immaginario, è stato frutto di sette anni di lavoro.

Alessandro Comodin nasce nel 1982 a San Vito al Tagliamento, in Friuli. Dopo aver studiato al Dams di Bologna e a Parigi, ha frequentato la scuola nazionale del cinema del Belgio, a Bruxelles, dove si è diplomato in regia. Il suo corto-metraggio di diploma, Jagdfieber – La febbre della caccia è stato selezionato alla Quinzaine des réalisateurs à Cannes nel 2009. Il suo primo lungo-metraggio L’estate di Giacomo ha vinto il Pardo d’oro al Festival di Locarno nel 2011 nella sezione Cineasti del Presente. I Tempi Felici Verrano Presto il suo secondo lungo-metraggio è stato selezionato alla Semaine de la Critique a Cannes nel 2016.

LUCE è un Laboratorio e una Casa Editrice che nasce nel Maggio 2015 come Associazione di Fotografi e Stampatori. LUCE Laboratorio, in qualità di servizi, cura e gestisce progetti fotografici dall’ideazione alla messa in opera offrendo le sue competenze principalmente nello sviluppo, nella stampa e nella postproduzione. Come gruppo di ricerca centrale è la sperimentazione intorno al rapporto tra la fotografia e la sua forma stampata e tra la fotografia e altre forme espressive o documentative. Dagli sviluppi di questa nasce LUCE Editrice che incentra il suo interesse nel terreno della poetica personale e nell’interpretazione dell’oggetto editoriale con un approccio fisico e quasi primitivo.

Info

La cerva bianca (La biche blanche) ita/fra
liberamente tratto dal film I Tempi Felici Verranno Presto di Alessandro Comodin
Coedizione LUCE / Shellac
Fotografie di Massimo Nicolaci, illustrazioni di Tristan Bordmann, testi di Alessandro Comodin
Design e realizzazione Matteo Alessandri
Editing e coordinamento editoriale Cristina Ferraiuolo

72 pagine, stampato in offset su carta Munken Lynx 120gr., 300 copie numerate copertine in esemplare unico dipinte personalmente da Tristan Bordmann.

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Incontro - mercoledì 23 maggio - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

PATAGONIA, VIAGGI E AVVENTURE CON LE GUIDE KAILAS

Kailas viaggi

Una serata interamente dedicata alla Patagonia dove le guide Kailas Andrea Pasqualotto (Naturalista) e Giovanni Dalla Valle (Geologo), raccontano di trekking e avventure tra i giganti di granito della Patagonia.

Si parlerà di itinerari alla scoperta delle famose montagne del Fitz Roy e del Cerro Torre, ma anche dei grandi ghiacciai Perito Moreno, Upsala e Videma e delle famose Torres del Paine, dove si possono compiere bellissime escursioni a piedi e coinvolgenti trekking.

Immagini e racconti accompagneranno questa serata alla scoperta di viaggi che seguono rotte non ordinarie per avvicinarsi alla natura e scoprire la vera realtà di questa terra grazie a anni di esperienza vissuta in loco.