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Presentazione editoriale - mercoledì 22 febbraio - Officine Fotografiche Milano

PHOTO GENERATION

di Michele Neri
Gallucci editore - Collana Capricci

Mercoledì 22 febbario alle 19  presentiamo a Officine Fotografiche Milano il libro “Photo Generation”, di Michele Neri (Gallucci editore). Insieme all’autore sarà presente il fotografo Efrem Raimondi.

“C’è una possibilità di contagio virtuoso tra Sebastião Salgado,
capace d’interpellare direttamente il pianeta, e Kim Kardashian che si
ritrae allo specchio con il proprio smartphone?”

IL LIBRO
Il mondo affronta un vibrante e pericoloso paradosso. Proprio quando, tra selfie, social e smartphone, viviamo d’immagini, vero alfabeto del nostro tempo, la fotografia tradizionale è in crisi: sembra aver perduto il suo prestigio, eclissandosi. Ma è proprio la generazione in cui tutti sono creatori d’immagini a dover riscoprire oggi l’eredità morale, rivoluzionaria, intellettuale dei grandi fotoreporter. Perché ognuno possa raccontare davvero la propria storia. È impossibile sfuggire alla marmellata di immagini che coprono il pianeta. Quali di queste hanno un significato? Quali ci danneggiano? Stiamo usando i nuovi mezzi di ripresa per descrivere noi e l’altro in modo corretto? E poi è giusto che tutto ciò che capiti sia raccontato? Da chi si è occupato professionalmente di fotografia giornalistica ed è stato precursore nel campo delle foto scattate con gli smartphone, una provocazione per non rimanere vittime della società delle immagini. Quale forma artistica prenderà la fotografia? Come rinascerà l’interpretazione del mondo attraverso l’obiettivo, che sia di una camera digitale o di un telefonino?

L’AUTORE
Michele Neri (Milano, 1959) ha diretto la gloriosa agenzia fotografica “Grazia Neri” creata dalla madre e ha fondato (insieme a Marcello Mencarini) la prima comunità al mondo di fotografi con il telefonino: Makadam. È autore del mémoire Scazzi, scritto insieme al figlio Nicola.

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Incontro con Riverboom - venerdì 17 febbraio 2017 - Officine Fotografiche Milano

Incontro con Riverboom

con Paolo Woods, Gabriele Galimberti e Edoardo Delille

Riverboom è stata fondata da fotografi di guerra in una notte senza luna, sulle sponde del fiume Boom che scorre in una valle infestata da lupi, banditi e Taleban in fuga, nel Nord-Ovest dell’Afghanistan.  Da allora Riverboom opera per la pace nel mondo dal suo quartier generale a Vevey, in Svizzera, in riva al placido lago Lemano.

I Riverboomers sono fotografi, registi, grafici, giornalisti e scrittori. Riverboom è una casa editrice, una casa di produzione e una fabbrica d’idee.

Riverboom pubblica una serie di libri illustrati nella collezione “Baechtold’s Best”. Sono delle guide turistiche costruite unicamente d’immagini per destinazioni insolite come il Polo Nord, l’Afghanistan o il Louvreland.  Una nuova collezione, “Versus the World”, oppone un paese come la Svizzera o una città come Firenze al resto del mondo in un match visivo. La collezione esiste come libro ma anche come applicazione per tablets e smartphones.

La missione principale di Riverboom è di produrre i progetti dei suoi membri, che siano il giro del mondo in couchsurfing, un film girato a Nollywood in Nigeria o una mostra di 700 poster affissi sui cartelloni pubblicitari di Firenze.

www.riverboom.com/

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Presentazione il Reportage n. 29 - 2 febbraio 2017 - Officine Fotografiche Milano

IL REPORTAGE - PRESENTAZIONE NUOVO NUMERO E NUOVA GRAFICA

Interverranno:
Laura Silvia Battaglia, giornalista
Maurizio Torchio, scrittore
Maria Camilla Brunetti, caporedattrice di Reportage
Riccardo De Gennaro, direttore di Reportage

Giovedì 2 febbraio alle 19 presentiamo a Officine Fotografiche Milano il nuovo numero della rivista il Reportage. La grande novità di questo inizio 2017 è una veste grafica completamente rinnovata.

unnamed-212x300Sobria, leggibile, aerea, “per una visione più nitida della realtà”, come recita lo slogan della campagna abbonamenti 2017. Dal punto di vista grafico, insomma, il Reportage assume d’ora in avanti una veste giovane, che siamo certi troverà il pieno gradimento dei lettori abituali e dei nuovi, nonché dei reporter e dei fotoreporter. Ma veniamo ai contenuti del numero di gennaio-marzo 2017, il nostro ottavo anno. La rivista apre con la storia di copertina, un reportage dell’antropologo Riccardo Bononi, che ha vissuto in un villaggio del Madagascar abitato esclusivamente da esorcisti e da “posseduti” tenuti in catene nei cortili delle case. Segue il punto di Alessandro Falco sulla situazione in Venezuela, dove il sogno della rivoluzione permanente è sprofondato nella miseria e nella violenza. Camillo Pasquarelli si è occupato, invece, della ripresa della rivolta della popolazione del Kashmir per l’indipendenza della regione dall’India.

Il portfolio centrale è di Jacques de Lannoy, pseudonimo di un importante fotografo americano, il quale ha frequentato a lungo le coste del Tamil Nadu, imprigionate dal cemento, dall’inquinamento e a rischio tsunami. Francesca Mannocchi descrive la situazione in Libia anche attraverso le interviste ai giovani combattenti di Sirte e Misurata, cinque anni dopo la caduta di Gheddafi (le foto sono di Alessio Romenzi). Ci trasferiamo poi nelle Filippine con Michela Cannovale, la quale spiega le tragiche conseguenze del pugno di ferro del dittatore Duterte contro il traffico di droga.

Da Berlino Pietro Romeo parla della triste scomparsa delle vecchie birrerie operaie, soppiantate da locali per giovani e turisti. Una ricognizione nelle abbazie ortodosse del Monte Athos, severamente vietate alle donne, è il focus del reportage di Lorenzo Pompeo. Lo scrittore Maurizio Torchio, invece, è entrato nel carcere di Bollate per un’inchiesta sui detenuti over 65anni. Alberto Prunetti svela la faccia nascosta del regista di b-movie Umberto Lenzi, grande appassionato di Guerra civile di Spagna: Prunetti si è recato alla Biblioteca civica di Follonica alla quale Lenzi ha recentemente donato il suo ricchissimo fondo composto di libri e riviste e altri cimeli (le foto sono di Valentina Piccinni). Il portfolio conclusivo è di Jasper Bastien, che con questo suo lavoro sul confine tra Lituania e Bielorussia si è classificato al secondo posto del nostro Premio di fotoreportage 2016 intitolato “Borders”.

Mimmo Càndito, storica firma della Stampa, interviene infine nel dibattito su social network e fake news con un pezzo che lamenta la scomparsa degli inviati di guerra. L’intervista è di Gilda Policastro, che ha sentito il critico Walter Pedullà, prendendo spunto dall’uscita del Meridiano da lui curato e dedicato all’opera di Luigi Malerba. Il racconto, questa volta, è della giovane scrittrice Ilaria Gaspari, autrice del romanzo “Etica dell’acquario” per Voland.
Completano il numero la consueta rubrica di Valerio Magrelli e l’editoriale di Riccardo De Gennaro sull’insediamento di Trump alla Casa Bianca.

 

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Incontro con l'autore - 27 gennaio 2017 - Officine Fotografiche Milano

Incontro con Laia Abril

Venerdì 27 gennaio a partire dalle ore 19 Laia Abril sarà ospite di Officine Fotografiche Milano per un incontro aperto al pubblico. L’autrice racconterà la genesi delle idee e i processi creativi alla base dello sviluppo dei suoi libri. In particolare focalizzerà la sua attenzione sugli ultimi progetti ‘The Epilogue’ (2014), ‘Lobismuller’ (2016) e ‘On Abortion'(2017).

‘The Epilogue’ è il racconto di una storia sulla malattia e sulla perdita attraverso una narrazione empatica e un intenso lavoro di ricerca dell’autrice e di ricostruzione della memoria. Il libro è stato selezionato per il ParisPhoto-Aperture First Book Award, il Kassel PhotoBook Festival e il Photo España Best Book Award. ‘Lobismuller’ narra dal punto di vista femminile la storia di Manuel Blanco Romasanta, sanguinoso e più enigmatico serial killer della Spagna; è stato presentato a Paris Photo nel 2016. ‘On Abortion’ è un progetto sull’aborto che documenta e allo stesso tempo concettualizza i pericoli e i danni causati dalla mancanza di accesso legale, sicuro e libero all’aborto. Il libro, che fa parte del progetto più ampio A History of Misogyny, sarà pubblicato da Dewi Lewis nel 2017.

Laia Abril (Barcelona, 1986) è una fotografa, book maker e artista visiva di Barcellona. Dopo essersi laureata in giornalismo a Barcellona, e aver studiato fotografia a New York, è stata artista in residenza a FABRICA, dove ha lavorato 5 anni come editor creativa e fotografa per COLORS Magazine.
I suoi progetti sono stati mostrati internazionalmente: Stati Uniti, Canada, GB, Cina, Polonia, Germania, Olanda, Svizzera, Francia, Italia e Spagna. Il suo lavoro si trova in collezioni private e pubbliche come il Musée de l’Elysée, il Winterthur Museum in Svizzera o il MNAC di Barcelona. Nel 2015 è stata nominata per Paul Huf Award di Foam, e per la Joop Swart Masterclass nel 2014. Più di recente, ha ricevuto il Premio Revelación PhotoEspaña e il premio Madame Figaro – Rencontres Arles per l’esposizione A History of Misogyny, chapter one: On Abortion.

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Incontro con l'autore - 25 gennaio 2017 - Officine Fotografiche Milano

Incontro e book signing con Peter Bauza

Mercoledì 25 gennaio a partire dalle ore 19, il fotografo Peter Bauza sarà presente ad Officine Fotografiche Milano per raccontare la sua esperienza relativa al lavoro ‘Copacabana Palace’. Chiara Oggioni Tiepolo introdurrà Peter Bauza; l’autore racconterà la sua esperienza professionale, la genesi e la lavorazione del suo libro. Durante l’incontro verrà proiettato il documentario dell’autore e sarà inoltre possibile visitare la mostra in esposizione fino al 17 febbraio.

Gli abitanti di Copacabana Palace sono ‘sem tetos, sem terras, sem moradias’. Vivono al buio di quel Brasile alle cui immagini sfavillanti siamo stati abituati durante gli eventi sportivi degli ultimi anni a partire dai Giochi Panamericani del 2007, fino ad arrivare alle Olimpiadi del 2016. La vita al Copacabana Palace è dura: manca tutto, a partire dai servizi fondamentali come acqua, elettricità e sistema fognario. L’assenza di servizi igienico-sanitari provoca gravi problemi di salute ai suoi abitanti come dengue, tubercolosi, meningite, gastroenterite e malattie della pelle. Molte delle persone che vivono qui provengono dalle favelas e quasi sempre sono sfuggite agli scontri tra gang di spacciatori o in altri casi e scappano dalla vita di strada in cui si sono ritrovati non riuscendo più a pagare l’affitto mensile. Sono storie di cui nessuno parla, che ci rivelano la quotidianità di persone passando attraverso la loro felicità, la loro tristezza, le loro esigenze ed illusioni.

PETER BAUZA Fotografo documentarista di origini tedesche, Peter Bauza è un narratore visivo, attento non solo a catturare immagini evocative, ma soprattutto a incuriosire e far riflettere a fondo lo spettatore sui temi di cui si occupa. Le storie che affronta si focalizzano spesso su questioni sociali e geopolitiche contemporanee documentando come le comunità locali affrontano importanti sfide ambientali ed economiche. Le sue opere sono state esposte, pubblicate e pluri premiate a livello internazionale.  Peter Bauza è oggi rappresentato dall’agenzia Echo Photojournalism.

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Inaugurazione nuovo spazio associativo - Giovedì 15 dicembre ore 19 - Officine Fotografiche Milano via Friuli, 60

Officine Fotografiche apre a Milano

Giovedì 15 dicembre alle 19 Officine Fotografiche inaugura il suo nuovo spazio associativo a Milano con la mostra Copacapabana Palace di Peter Bauza, vincitore del Visa d’Or Award 2016.

Nata nel 2001 come piccola realtà amatoriale, Officine è oggi un punto di riferimento per la fotografia, che unisce migliaia di persone che partecipano alle attività culturali e formative: mostre, conferenze, presentazioni di libri, laboratori, letture portfolio, corsi, master altamente professionali e workshop.

Officine fotografiche è centro di divulgazione e sviluppo della fotografia attraverso la promozione non solo della tecnica ma anche di un’approfondita educazione artistica e culturale.

L’apertura della sede di Milano si inserisce nell’ottica di offrire un nuovo spazio di scambio e di incontro in una città storicamente molto attenta alla fotografia e alle arti visive.

Siete tutti invitati a partecipare vi aspettiamo a via Friuli, 60 per brindare insieme all’inizio di questa nuova avventura.