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Presentazione e mostra - mercoledì 4 aprile - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Relocated Identities

Intersos

Presentazione del progetto multimediale Relocated Identities, realizzato da INTERSOS e finanziato dal Dipartimento per la protezione civile e gli aiuti umanitari della Commissione europea (European Commission – Civil Protection & Humanitarian Aid Operations – ECHO).

Centinaia di migliaia di rifugiati siriani vivono in Giordania senza documentazione legale e civile. Sono invisibili, stanno perdendo le loro identità, sono esposti a varie forme di meccanismi risposta negativi, sfruttamento e abuso, oltre al rischio di essere trasferiti con la forza nei campi o deportati in Siria.

Il fotografo italiano Alessio Cupelli e la produttrice multimediale Katia Marinelli hanno trascorso diverse settimane con gli operatori di #INTERSOS in Giordania raccogliendo storie e interviste uniche delle famiglie di rifugiati siriani che affrontano la sfida di regolarizzare lo stato della propria documentazione legale e civile in Giordania, documentando le esperienze personali di uomini, donne e bambini che lottano per salvaguardare la propria identità di esseri umani e proteggere i propri diritti e la propria libertà.

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Presentazione editoriale - martedì 27 marzo 2018 - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Urbanautica presenta '52 Pictures' e 'Malagrotta'

Steve Bisson
Edoardo Hahn
Gian Marco Sanna

Martedì 27 marzo a Officine Fotografiche siamo felici di presentare insieme a Steve Bisson ‘Urbanautica’.

Urbanautica Institute è una piattaforma di studi e ricerche che si dedica da 10 anni all’antropologia visiva e ai paesaggi culturali. La casa editrice presenta progetti autoriali che documentano e interpretano i territori attraverso la fotografia, le arti visive e l’approfondimento.
Gli ultimi due prodotti della casa editrice sono ‘52 Pictures‘ di Edoardo Hahn e ‘Malagrotta‘ di Gian Marco Sanna, entrabi saranno presenti per presentare i loro lavori e dialogare con Steve Bisson.


52 Pictures è un insieme di appunti visivi, frammenti di geografie, dettagli che formano nel loro insieme una personale visione della realtà. Già dal titolo, dove non viene data nessuna informazione in grado di identificare un luogo specifico, si capisce come quello che conta sono le relazioni che si instaurano tra un’immagine e la successiva; la loro posizione nel flusso narrativo.
Sebbene la realtà che sta dietro questa serie di immagini non è inventata, l’intera sequenza è un insieme di enigmi figurati costruiti con dettagli incoerenti. Le immagini sono come dei rilievi, ma non funzionano come documenti. Sono i resti di momenti accaduti e salvati dall’incessante lavorio del tempo.
Mentre il precedente libro di Edoardo Hahn, ‘Landscape Materials’, era costruito con una impaginazione particolare, asimmetrica, che lasciava ampi spazi bianchi, e dove le immagini quasi fluttuavano nelle pagine, in ‘52 Pictures’ le immagini occupano l’intera pagina, senza nessuna cornice o spazio a circoscriverle. Non ci sono contorni, sfumature, testi. Soltanto visioni, immagini.

 

Malagrotta è la discarica di Roma, e una tra le più grandi d’Europa. Salita alla cronaca come caso di mala gestione, oggi è chiusa e si manifesta in tutto il suo degrado. Attorno al sito sono molte le cicatrici, i segni che testimoniano un inquinamento diffuso e persistente. Un luogo che appare nel suo insieme come un danno ambientale gigantesco capace di produrre esternalità negative ben oltre i suoi confini. Gian Marco Sanna la conosce bene la zona di Malagrotta, avendola vissuta a lungo da abitante prima che da fotografo. Una terra avvolta dal silenzio, in un buio impenetrabile, dove acque nere scorrono attraverso montagne artificiali. Qui la vita sembra lontana anche se di notte Malagrotta sembra rianimarsi, di una vita parallela fatta di fumi, fuochi e ombre, accompagnati da un odore insopportabile e una nube bianca e densa: è la città di neve.

 

Edoardo Hahn nasce a Torino nel 1962. Vive e lavora a Milano. Suoi lavori sono stati esposti e pubblicati sia in Italia che all’estero. Suoi temi tipici riguardano la funzione delle immagini e le modalità di rappresentazione del paesaggio. Nelle sue opere il paesaggio diventa frattale, il suo significato impalpabile. Per lui la fotografia è frammenti di memoria che pian piano svaniscono.

Gian Marco Sanna è nato e cresciuto a Roma. Si avvicina alla fotografia da autodidatta e poi frequentando per 3 anni la Scuola Romana di Fotografia e Cinema. Dal 2015 al 2017 lavora sulla discarica di Malagrotta e realizza un volume fotografico edito da Urbanautica Institute. Co-fondatore del collettivo di investigazione urbana L.I.S.A. con cui ha recentemente pubblicato la fanzine ‘But I love you’ dedicata al Gay Pride di Roma.

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Incontro - mercoledì 21 marzo - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Kamchatka, terra di vulcani, foreste selvagge e orsi

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con il geologo Guida Kailas Giovanni Dalla Valle

Mercoledì 21 marzo presentiamo a Officine Fotografiche Milano in collaborazione con Kailas Viaggi: ‘Un viaggio in Kamchatka’.

Il geologo Giovanni Dalla Valle, guida Kailas, racconta attraberso immagini, filmati ed esperienze di viaggio, questa terra selvaggia e meravigliosa; un luogo ricco di vulcani, sorgenti termali e geyser, abitato da orsi ed aquile di mare.

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Incontro con l'autore - mercoledì 7 marzo 2018 - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Incontro con Salvatore Vitale

Salvatore Vitale

Mercoledì 7 marzo ospiteremo Salvatore Vitale per un incontro in cui si parlerà di uno dei suoi ultimi lavori e del suo approccio alla produzione di immagini. A dialogare nsieme a lui ci sarà Elena Vaninetti.

La Svizzera è comunemente considerata come uno dei paesi più sicuri al mondo, ma spesso è anche indicata come riferimento esemplare di efficienza e ordine.

Il progetto di ricerca visiva a lungo termine di Salvatore Vitale, “How to Secure a Country”, si propone di esplorare i principi fondamentali che un paese di questo genere deve sostenere, sviluppare e sopportare.

Il progetto esplora le varie dinamiche in cui i fenomeni sociali, politici e psicologici, che sono per la maggior parte del tempo invisibili e in qualche modo elusivi, si stabilizzano e quindi diventano visibili anche attraverso procedure operative e standard. Seguendo le tracce che collegano attività di aziende IT, organizzazioni meteorologiche e apparato di difesa statale e organizzazioni legate alle dogane e alla migrazione, Vitale mappa visivamente il complesso sistema di sicurezza pubblico-privato svizzero.

Vitale utilizza la fotografia per svelare gli strumenti di potere usati per controllare ciò che dovrebbe essere diritto di ogni individuo; essere in grado di cercare rifugio e protezione. Il lavoro di Salvatore Vitale è un’indagine su un complesso sistema di sicurezza e l’impatto di una dinamica di potere chiaramente frutto di pregiudizi.

La fotografia è uno strumento e un componente da regolare; grazie all’utilizzo di un linguaggio clinico e a tratti asettico, ci relazioniamo con le dinamiche, i luoghi e gli strumenti attraverso i quali il sistema si regola e si sviluppa.

 


 

Salvatore Vitale (1986) è un artista visivo e publisher nato e cresciuto a Palermo e residente in Svizzera. Nel 2015 riceve il Grant di Pro Helvetia e nel 2017 è vincitore del PHMuseum Award Grant. Le sue opere sono state esposte in musei e in festival fotografici tra cui il Photoforum Pasquart Biel / Bienne, OCAT Shanghai, il T3 Photo Festival Tokyo, il Gazebook Photography Festival, Presence Festival di San Pietroburgo e Jaipur Photo Festival. È anche co-fondatore e capo redattore di YET magazine, rivista di fotografia internazionale con base in Svizzera che si occupa dell’evoluzione della pratica della fotografia nel campo dell’arte contemporanea.

Vitale è membro dell’Accademia dei nominatori per il Deutsche Börse Photography Foundation Prize.  E’ stato membro della giuria nominatrice per ShowOFF- Krakow Photomonth, Grolsch Unseen Residency e Kassel DummyAward per citarne alcuni. Salvatore tiene anche workshops e conferenze, presentando l’analisi di alcune delle più interessanti questioni di fotografia contemporanea.


 

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Presentazione editoriale - mercoledì 28 febbraio 2018 - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Trophy and Treasure

Francesco Neri

Nel lavoro di Francesco Neri la fotografia mostra tutta la sua valenza culturale: come oggetto, come documento, come ricordo, come composizione, come riproduzione e trasformazione, infine come libera opera d’arte. Cominciata nella casa dei suoi nonni, questa serie ci consente di avere una visione personale della vita privata e professionale della famiglia del fotografo, in cui la medicina e la caccia svolgono un ruolo speciale. Così interni, nature morte e ritratti s’incontrano nell’immaginario visivo di Francesco Neri che è anche determinato dal paesaggio e dalla natura attorno a casa.

Francesco Neri (Faenza, 1982). Dopo aver svolto uno stage presso la Magnum Photos presso la sua sede di Parigi, studia fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna con Guido Guidi. La sua ricerca fotografica sul ritratto e il paesaggio sociale si è sviluppata nel corso degli ultimi dodici anni. Il suo lavoro è incluso in varie collezioni tra cui: SK Stiftung Kultur Museum (DE), la Fondation A Stichting (BE), Biennale di Architettura di Venezia (IT), Linea di Confine (IT), Fondazione Ermanno Casoli (IT), Agarttha Arte Piemonte (IT),  IBC Emilia Romagna (IT), Collezione Graziadei (IT). E’ membro e tutor per la facoltà “AA – Architectural Association, School of Architecture” di Londra e insegna fotografia presso l’Istituto Grafica Pubblicitaria a Faenza. Vive a Faenza.

open days

Open Days

Officine Fotografiche Milano apre le porte a tutti coloro che vorranno scoprire i corsi in partenza a marzo 2018.

Saranno tre giorni all’insegna di lezioni aperte, letture portfolio e incontri con i docenti.

Vi aspettiamo!


* PROGRAMMA *

* MARTEDì 20 FEBBRAIO *
Dalle ore 18 letture portfolio con i nostri insegnanti Alessandro Gandolfi (Reportage), Pietro Vertamy (illuminazione), Allegra Martin (Fotografia base), Teodora Malavenda.

ore 19:00 lezione/presentazione del Corso di Reportage con Alessandro Gandolfi

ore 20:00 Lezione/presentazione del Corso di Illuminazione con Pietro Vertamy

* MERCOLEDì 2​1​ FEBBRAIO *
Dalle ore 18 letture portfolio con i nostri insegnanti Pietro Vertamy (Fotografia base), Alessandro Calabrese (Composizione visiva), Matilde Scaramellini ed Elena Vaninetti (Laboratorio di critica fotografica)

ore 19 speed dating fotografico con Nausicaa Giulia Bianchi (Fotografare l’invisibile)

ore 19:30 presentazione del Corso Fotografia in Risograph

​* GIOVEDì 2​2​ FEBBRAIO *
Dalle ore 18 letture portfolio con i nostri insegnanti Luca Nizzoli Toetti (Fotografia base, Fotografia intermedio), Isabella Beatrice De Maddalena (Ritratto-reportage), Angelo Ferrillo (Street photography), Nausicaa Giulia Bianchi (Fotografare l’invisibile)

ore 18:30 lezione/presentazione del Professione Reporter con Pietro Vertamy

ore 19 lezione/presentazione del Corso Book design con Discipula

ore 20 lezione/presentazione del Corso Street photography con Angelo Ferrillo


 

Tutte le attività sono aperte al pubblico, gratuite e su prenotazione tramite mail.

Scriveteci a ofm@officinefotografiche.org oppure chiamate lo 02 54050043

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Incontro - martedì 6 febbraio - ore 19 - Officine Fotografiche Milano

Islanda segreta, in viaggio con un geologo

Kailas
con Marco Montecroci e Francesco Pandolfo

Il nuovo video delle Guide di Kailas, il nuovo libro, immagini descrizioni degli ambienti più selvaggi dell’Islanda con il geologo Marco Montecroci, che con la sua ventennale esperienza in questo territorio ci porta per mano nel cuore di una delle realtà paesaggistiche più bella del nostro pianeta.

Vuoi vedere i viaggi di cui si parla:

 

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Spettacolo teatrale - lunedì 5 febbraio 2018 - ore 19 - Officine Fotografiche Milano

Ernest

Compagnia Gli Artimanti

Per la prima volta ospitiamo a Officine Fotografiche uno spattacolo teatrale, lunedì 5 febbraio la compagnia teatrale Gli Artimanti presenterà Ernest.


Siamo sommersi da parole, commenti, arrivando al paradosso di tutto questo con i fake profiles e i fake comments. Ecco che allora quello che scriveva Wilde nel 1895 sembra scritto ieri. La forza delle parole trionferà sempre sui fatti che non avranno mai modo di affermarsi, tutto viene preso sul serio e nel momento successivo niente è più serio. Una commedia frivola per persone serie, come se la commedia avesse appunto due facce, da un lato prendersi gioco di quella società vezzosa e viziosa così, purtroppo, vicina alla nostra, e dall’altro farci vedere la sua brutalità, la sua ignoranza e ottusità, purtroppo, di nuovo troppo simile alla nostra. Nel protagonista, a mio avviso, la genialità di Wilde si manifesta nella sua maniera più semplice e profonda. Mr. Worthing è un trovatello. Chi è Mr Worthing? La persona che con lavoro, fatica, dedizione e impegno è riuscita nonostante le sue umili e ignote origini a creare una sua identità all’interno della società in cui vive oppure un nessuno perché l’unico parente che può presentare al cospetto della società è una vecchia borsa con manici? Non assomiglia a un ragazzo coraggioso che lascia la sua terra martoriata e con un barcone approda in una terra sconosciuta, alla ricerca di una nuova identità? Chi decide chi sei e se sei parte di questa società? Le tue origini o i soldi? Chi e che cosa ci rende rispettabili e degni di essere integrati nella società? Oggi che sempre di più diamo spazio e importanza al pensiero e alle parole di tutti, sembra quasi un paradosso “wildiano”, perché in realtà non diamo spazio e importanza al pensiero e alla parola di nessuno, perché abbiamo dimenticato come si fa ad ascoltare. Abbiamo dimenticato che tutti possono entrare a far parte di questa società ed essere persone rispettabili e oneste, senza aver bisogno di nomi o leggi.


 Questo spettacolo è stato pensato per scardinare l’idea di rappresentazione frontale a cui siamo abituati. Il pubblico seduto in file a guardare gli attori davanti a loro sul palco. Noi abbiamo deciso di scendere da quel palco di andare incontro agli spettatori, coinvolgendoli, parlando e scherzando con loro, farli sentire veramente parte della commedia. La grande forza del Teatro è che avviene veramente davanti ai tuoi occhi in quel momento. Vive. E noi vogliamo far vedere questa vita il più vicino possibile. Inoltre abbiamo deciso di lavorare non solo attraverso il duro lavoro dell’interpretazione, ma anche attraverso il canto e il movimento. Insomma uno spettacolo/performance, dove vogliamo creare col pubblico non una serata di teatro, ma un’esperienza attraverso la satira e l’ironia che sono le armi più potenti di riflessione che abbiamo.

 


Manuel Capraro – Regista

Laurea in Lettere e Filosofia, diploma in Regia all’Accademia Nazionale d’arte drammatica “Silvio d’Amico”. Esperienze di studio alla LAMDA London Academy of Music and dramatic arts a Londra e alla SZFE di Budapest dove studia physical Theatre. Con Antonio Syxty è assistente alla regia al Teatro Litta di Milano per “ Democracy” (2010) e per Tenero+Crudele (Cruel and Tender)” (2011). Con Gaetano Callegaro è attore e assistente alla regia al Teatro Litta di Milano per “Il magico mondo dei numeri” (2008-2010). Nel 2009 è attore nello spettacolo “ Angeli?” regia di Maria Pia Pagliarecci, Teatro S. Fedele di Milano. Le sue prime regie sono “Sogno di una notte di mezza estate”(Festival Fantasio Piccoli), “Elettra” di Euripide, “Girotondo” di Schnitzler, “Phaedra’s Love” di S. Kane (Festival dei due Mondi di Spoleto), “Huis Clos” di J.P.Sartre, “Un tram che si chiama Desiderio” di T. Williams (Festival dei due mondi di Spoleto). Nel Febbraio 2015 partecipa come semifinalista al Premio Internazionale “Dante Cappelletti” con lo spettacolo “FABRIZIO” scritto e diretto da Manuel Capraro. Nel 2015 è in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano con DOMINO progetto in collaborazione con la compagnia Linee Libere e in cui scrive e dirige FABRIZIO e dirige HUIS CLOS di J.P.Sartre. Nel 2016 DOMINO replica al Teatro Potlach di Fara in Sabina e al Teatro di Sacco di Perugia, e FABRIZIO è in stagione al Teatro Biondo di Palermo. Nel 2016 segue le prove di “Odissea a/r” di Emma Dante, e segue Oskaras Korsounovas alla Biennale di Venezia. Tiene un seminario in Università La Sapienza di Roma su DOMINO e va in scena al Teatro India. Nel 2017 segue le prove del “Macbeth” di Emma Dante al Teatro Massimo di Palermo, è assistente alla regia di Oskaras Korsounavas per “Egle the Queen of serpents” Teatro di Roma, e assistente alla regia di Emma Dante per “La Scortecata” Festival di Spoleto 2017.

Alessandro Bandini – Attore

Diplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Studia e lavora con Luca Ronconi, Carmelo Rifici, Stefano Massini, Mauro Avogadro. Stages e intensivi con Oskaras Korsunovas, Serenea Senigaglia, Peter Stein, Fausto Paravidino.

Claudio Zappalà – Attore

Diplomato alla Scuola dei Mestieri e dello Spettacolo del Teatro Biondo di Palermo. Lavora con diversi registi tra cui Emma Dante e Stefano Ricci/ Gianni Forte.

Silvia Pernarella – Attore

Diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Diversi i premi vinti, tra cui Premio Duse come miglior attrice emergente. Tanti i registi con cui lavora, tra cui Luca Ronconi, Peter Stein, Massimo Popolizio, Carmelo Rifici, Claudio Longhi, Federico Tiezzi.

Livia Rossi - Attore

Diplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Studia e lavora con Luca Ronconi, Carmelo Rifici, Stefano Massini, Mauro Avogadro. Stages e intensivi con Serenea Senigaglia, Peter Stein, Fausto Paravidino. Al cinema è la protagonista al fianco di Antonio Albanese de “l’intrepido” di G.Amelio.

Rachele Gatti – Attore

Diplomata alla Scuola di Arte Drammatica diretta da Carmelo Rifici al Teatro Litta. Lavora con Antonio Sixty, Claudio Autelli, Carmelo Rifici.

Eletta Del Castillo – Attore

Diplomata all’Accademia Nazionale d’arte drammatica “Silvio d’Amico” e alla Scuola Galante Garrone di Bologna. Lavora con Luca Ronconi, Luca Micheletti, Fausto Russo Alesi, Mario Martone.

 

 

Info

Ingresso spettacolo: 10€

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Presentazione editoriale - mercoledì 25 gennaio - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

RVM Magazine - The Redo Issue

con Giammaria De Gasperis e Agnese Porto

Torna, dopo qualche anno di pausa e uno dedicato al restyling, la rivista Rvm MagazineGiammaria De Gasperis (direttore editoriale), Agnese Porto (editrice) e Francesca Pignataro (Art Director) presenteranno il primo numero del nuovo corso del quadrimestrale di fotografia e altre narrazioni dedicato al colore rosso.

Rvm, è un magazine di fotografia documentaria e altre narrazioni (racconti, illustrazione, approfondimenti) e, con il Redo Issue, torna rinnovato fin dalle fondamenta: diventa indipendente con la costituzione della casa editrice RVM Hub, si presenta con una nuova redazione, nuove collaborazioni, nuovi temi e nuova veste grafica.
Il tema selezionato per il primo anno di pubblicazione è il colore e il primo numero del nuovo corso della rivista – The Redo Issue – è dedicato al colore rosso, indagato da un punto di vista formale e semantico, attraverso i progetti fotografici, i racconti, le rubriche, le grafiche e l’illustrazione. Abbiamo deciso di indagare il contemporaneo utilizzando una serie di cromie come medium – quasi fossero filtri fotografici, utili a dipanare una realtà spesso di difficile comprensione.
Concepita secondo i parametri della rivista/libro dall’identità fluida, Rvm Magazine è una pubblicazione da collezionare e rileggere, impreziosita da un’esperienza tattile inconsueta, data dall’utilizzo di otto carte diverse, ciascuna scelta per sposarsi al meglio con le immagini e le parole che vi sono impresse.

NUMERO – Dicembre 2017
ITA/ENG
pagine: 136 + 20 (racconti)
dimensioni: 230 x 300 mm + 140 x 215 mm (racconti)