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Letture portfolio con i docenti di Officine

Martedì 9 ottobre Officine Fotografiche Milano è aperta a tutti per una serata di letture portfolio con i nostri docenti.

A partire dalle ore 18 fino alle 20

Nausicaa Giulia Bianchi docente del corso Meeting Strangers

Alessandro Calabrese docente del corso Composizione Visiva

Angelo Ferrillo docente del corso Street Photography

Allegra Martin docente del corso Fotografia Base

Nicola Nunziata dovente del corso Esercizi di Stile

saranno a dispozione di soci e non solo per una serata di confronto collettivo sulle immagini.  Sia fotografi principianti che professionisti sono i benvenuti, è possibile portare sia immagini cartacee che su supporti elettronici.

Sarà possibile chiedere direttamente informazioni e consigli ai docenti sui corsi in partenza ad ottobre 2018.

Le letture portfolio sono gratuite ma è necessaria la prenotazione via mail. Scriveteci a ofm@officinefotografiche.org

 

 

 

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Incontro - martedì 9 ottobre - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

IRAN A 360° - Dai deserti alle montagne tra gli splendori dell'antica Persia

Kailas Viaggi

L’Iran è un immenso Paese ricco di storia, cultura ma anche di ambienti e paesaggi estremamente vari e selvaggi.

Dai vasti deserti dell’Iran Centrale alle sterminate catene montuose, passando per le ricche di vallate in cui  vivono popoli nomadi. Aree dominate da imponenti vette come quelle del vulcano Damavand, che supera i 5000 metri, fino a coloratissimi canyon.

In questo vario territorio si sono succedute dinastie tribali e grandi imperi che hanno lasciato importanti segni della loro esistenza, a partire da Persepoli fino alle belle città “imperiali” cresciute durante i fasti della Via della Seta.

Con le immagini della Guida Kailas Marco Montecroci attraversiamo un territorio di migliaia di chilometri muovendoci tra ambienti inaspettati e meraviglie architettoniche del passato.

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Open Week

Ritorna l’Open Week a Officine Fotografiche Milano!

Dopo la chiusura estiva siamo di nuovo pronti ad accogliervi nella nostra sede di via Friuli per presentare i nuovi corsi in partenza a ottobre 2018.

Tutte le lezioni aperte e le presentazioni dei corsi saranno gratuite e la partecipazione è libera previa prenotazione via email. Scriveteci a ofm@officinefotografiche.org

Vi aspettiamo!

 

* PROGRAMMA *

* MARTEDì 18 SETTEMBRE *

ORE 18

Lezione aperta e presentazione del corso di Professione Reporter con il docente Pietro Vertamy

Lezione aperta e presentazione del corso con Nicola Nunziata docente del corso Esercizi di stile

ORE 19

Lezione aperta e presentazione del corso di Book Design con il collettivo Discipula

* MERCOLEDì 19​ SETTEMBRE *

ORE 18

Lezione aperta e presentazione dei corsi con il docente Pietro Vertamy insegnante di Fotografia Base, Fotografia Intermedio

Lezione aperta e presentazione del corso di Laboratorio di critica fotografica con le docenti Matilde Scaramellini ed Elena Vaninetti

ORE 19

Lezione aperta e presentazione del corso di Catching Stories con il docente Gianmarco Maraviglia 

Lezione aperta e presentazione del corso con Alessandro Gandolfi docente del corso di Reportage

* GIOVEDì 20​ SETTEMBRE *

ORE 18

La docente del corso Base Allegra Martin sarà a disposizione per letture portfolio e colloqui

ORE 19

Lezione aperta e presentazione del corso di Street Photography con il  docente Angelo Ferrillo

Lezione aperta e presentazione del corso di Photo Editing con le docenti Emanuela Mirabelli e Chiara Oggioni Tiepolo

NI UNA MENOS
Incontro con l'autore e presentazione piattaforma web - 12 settembre 2018 - ore 19 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Historias Minimas - Incontro con il fotografo Karl Mancini

Karl Mancini
Interverranno Stefania Biamonti, Irupè Tentorio, Valeria Ribaldi

Officine Fotografiche è felice di ospitare l’incontro Historia minimas con l’autore Karl Mancini, mercoledì 12 settembre 2018 alle ore 19 e 30 presso la sede di via Friuli.

Interverranno la giornalista Irupè Tentorio, in collegamento dall’Argentina, e le collaboratrici al progetto Stefania Biamonti e Valeria Ribaldi.

 


 

In Argentina il femminicidio, l’omicidio di una donna, è una nuova categoria di crimine inserita nel codice penale nel 2012 e punito con l’ergastolo. Nonostante l’inasprimento delle leggi, le uccisioni di donne stanno aumentando nel paese. Secondo le statistiche, attualmente una donna viene uccisa una ogni 28 ore.

La primavera 2015 è stata triste teatro di una serie di atroci crimini in tutto il paese: donne bruciate vive, fatte a pezzi con un machete, perfino un caso di una donna incinta uccisa dal suo fidanzato e sepolta nel giardino dei suoi nonni. 

In quei giorni fu creato dal collettivo femminista Ni una menos (Non una di meno) un movimento di protesta con-tro la violenza sulle donne. La prima manifestazione si è tenuta il 3 giugno 2015 in otto importanti città argentine, per poi ripetersi nel per ben quattro volte l’anno dal 2016: in marzo, giugno, ottobre e novembre. Dal 2015 questo movimento, con un successo senza precedenti, sta mobilitando le masse contro la violenza di genere fino alla manifestazione dell’8 marzo 2018 quando mezzo milione di donne hanno manifestato per le strade di Buenos Aires e altre milioni si sono fermate in oltre 60 paesi del mondo. Ad ogni marcia, come mai prima d’ora nel paese, il nume-ro delle manifestanti che scendono in piazza reclamando i propri diritti e denunciando i crimini subiti cresce.  Il movimento si è esteso agli altri paesi dell’ America Latina e di recente è arrivato anche negli Stati Uniti ed in Euro-pa. 

Sfortunatamente il problema della violenza sulle donne è diffuso in tutta l’Argentina senza distinzione di classe sociale ma è piuttosto grave nelle Villas Miserias delle grandi città, cosi vengono chiamate comunemente le favelas e i quartieri più umili dove le persone vivono in condizioni di forte povertà, il tasso di criminalità è molto elevato ed i più giovani sono le persone più a rischio. In questi luoghi le forti regole domestiche tradizionali, l’organizzazione familiare patriarcale favoriscono violenza. Capita spesso che le giovani ragazze preferiscano andarsene di casa, dove in genere subiscono violenza domestica quotidianamente, per una storia d’amore con un ragazzo del barrio affiliato ad una gang che le introduce al mondo della droga o peggio ancora, divengono vittime di un’altra grande piaga del paese: Il traffico, conosciuto anche come tratta delle donne le quali vengono rapite e costrette a prostituirsi.

Nella sola Buenos Aires ci sono 1500 bordelli, 40.000 in tutta l’Argentina. Molto spesso ragazze tra i 13 e 16 anni rimangono incinte. È molto comune che la polizia non prenda le denunce delle vittime che trovano il coraggio di farlo, che non stili nemmeno il rapporto e che non intervenga. Molte donne sono infatti state uccise nonostante abbiano sporto decine di denunce senza che nessuno abbia mosso un dito. La corruzione è molto diffusa e le donne, abbandonate in questa situazione, si ritrovano a soffrire violenze fisiche e psicologiche per diversi anni.

Il movimento sta combattendo contro la violenza di genere su molti aspetti diversi.
Ha marciato al fianco di famiglie di donne uccise, vittime di violenza fisica e psicologica, donne discriminate sul posto di lavoro, a causa di precarie condizioni economiche o sociali, per essere migranti o appartenere a minoranze etniche.
Nei giorni scorsi sono stati fatti passi storici sulla questione della legalizzazione dell’aborto che è stata discussa per la sesta volta al Congresso, dopo un accordo storico alla Camera dei Deputati il 13 giugno 2011. Il Panuelo verde indossato da migliaia di donne nel paese è diventata il simbolo della lotta per il diritto di decidere autonomamente sul proprio corpo durante le massicce dimostrazioni ma anche nella vita quotidiana.

‘Ni una Menos’ fa parte di un più ampio progetto in corso sulla violenza di genere. Il mio obiettivo è continuare a documentare questo argomento in America Latina. La linea comune che collega tristemente molti paesi è la violenza in tutti i suoi aspetti (domestico, psicologico, fisico, economico, istituzionale, culturale, ostetrico). Credo ferma-mente che sia molto importante dare visibilità e voce alle vittime che non ce l’hanno, ispirando più persone a farsi avanti per raccontare le loro storie e fare pressione sui rispettivi governi.

 

Karl Mancini

Sin da quando ero un bambino, incoraggiato da mio nonno, ho concentrato la mia attenzione sui paesi lontani e le loro peculiarità, la geografia e le differenze culturali rimanendo stupefatto dalle foto che trovavo sui libri. Seguendo mio padre nei suoi numerosi viaggi in tutta Europa ho scoperto la mia passione per la fotografia e ho iniziato a scattare le mie prime foto. La mia prima fotocamera era una F Nikon fu un regalo di mia madre.
Sono nato e cresciuto a Roma. Nel corso degli anni, la mia passione per i viaggi è diventata un vero e proprio modus vivendi, mano nella mano con i miei due più grandi amori: leggere e scrivere. Non potrei vivere senza un quaderno, il mio zaino sfoggia le bandiere nazionali di tutti i paesi che ho visitato finora, la mia macchina fotografica e la strada: il mio fedele compagno di viaggio.
Ho iniziato a viaggiare nel 1997, mi sono trasferito a New York nel 1999 per seguire corsi presso l’International Center of Photography (ICP), dove ho studiato fotogiornalismo. Ho visitato più di 90 paesi, con una preferenza particolare per l’Asia e il Sud America. Ho lavorato come fotoreporter e giornalista freelance, seguendo eventi socio-storici e politici e concentrandomi su questioni come la violenza di genere (a cui sto lavorando da 12 anni), minoranze, diritti umani, migrazioni, le mine antiuomo (a cui ho dedicato anni di lavoro) e genocidi, di cui ho parlato in otto paesi diversi. Ho continuato a studiare fotografia a Roma e ho seguito un master in giornalismo contemporaneo.
Le mie opere sono state esposte negli Stati Uniti, Inghilterra, Russia, Australia, India, Giappone, Italia, Spagna, Grecia, Canada, Svizzera e in molti importanti festival internazionali, ottenendo riconoscimenti in molte competizioni prestigiose.
Il mio lavoro a lungo termine “Ni Una Menos” sul femminicidio e la violenza contro le donne è stato premiato, tra gli altri, al Sony World Photography Award 2017, al Premio Internazionale di fotografia umanitaria Luis Valtueña, al Days Japan International Photojournalism Award 2018, Gomma Grant 2017 e Kolga Premi 2017.

Le mie storie sono state pubblicate su alcune delle più importanti riviste e giornali di tutto il mondo e collaboro regolarmente con ONG internazionali, riviste e giornali internazionali come Newsweek, Stern Magazin, Der Spiegel, Marie Claire, Vanity Fair, CNN, Internazionale , El pais, El Mundo, Die Zeit, Courrier International, 6Mois, NZZ am Sonntag, Io Donna, Woz, Burn Magazine, il Venerdi, La Repubblica e molti altri.

Nel 2015 ho pubblicato il mio primo libro fotografico ITALIANSKIJ, sulla comunità italiana in Crimea perseguitata durante le purghe staliniane.
Da gennaio 2014 a febbraio 2017 ho collaborato con l’agenzia Echo Photojournalism come uno dei fotografi dello Staff.
Attualmente sono freelance e sto lavorando alla violenza contro le donne estendendo il mio progetto a lungo termine “Ni una Menos” agli altri paesi latinoamericani in cui la situazione è allarmante. Allo stesso tempo, sto lavorando ad un altro lungo termine “La Linea Invisible” sulla vita nei sobborghi del Sud America attraverso gli occhi dei giovani.

 http://www.karlmancini.com

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Presentazione editoriale e mostra - martedì 5 giugno 2017 - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

La cerva bianca

Interverranno: Massimo Nicolaci, Matteo Alessandri, Valeria Moreschi e Tristan Bordmann

La Cerva bianca è un libro nato in modo spontaneo.

Durante le riprese del film I tempi felici verranno presto, girato tra incantevoli e remoti paesaggi di montagna, sulle Alpi Marittime, nasce uno speciale legame tra Alessandro Comodin, il regista, Massimo Nicolaci, il fotografo di scena e Tristan Bordmann, il direttore della fotografia e sensibile illustratore. Inseguendo la narrazione surreale della sceneggiatura del film, il libro prende forma attraverso le illustrazioni dal forte tratto materico di Tristan che oltrepassano i confini del frame fotografico di Massimo amplificandone la dimensione onirica e visionaria. I due si ritirano in un vecchio castello vicino Reims, di proprietà della famiglia di Tristan, e lavorano alle tavole. Così, in un castello tra le Ardenne, nasce La Cerva Bianca, una piccola fiaba misteriosa, che trova la sua forma definitiva grazie a Matteo Alessandri e Cristina Ferraiuolo, che ne curano il progetto editoriale.

Il libro è legato al film da un filo sottile, a volte quasi invisibile eppure presente nelle atmosfere silenziose e vibranti che sembrano poter diventare reali attraverso uno sguardo che si fa tattile e indipendente nel cercare molteplici possibilità di lettura. Come il suo titolo, che tratteggia un universo di delicato mistero.

Martedì 5 giugno, in occasione della Milano PhotoWeek, presenteremo il progetto editoriale e fotografico, proietteremo spezzoni del film e dialogheremo con gli autori di questa collaborazione artistica trasversale.
Saranno esposte alcune delle tavole orginali del libro e delle immagini scattate durante le riprese del film.

 

 

Massimo Nicolaci nasce nel 1989 a Catania.
Dal 2006 ha frequentato diversi workshop fotografici: Lorenzo Castore (2006), Michael Ackerman (2008), Anders Petersen (2016).  La sua ricerca fotografica si sviluppa principalmente tra Catania, Napoli, Parigi, Berlino e Roma. Tra i progetti realizzati: Ground Floor, 2008; NYC, 2010; Prendimi per mano, 2011; Nessuno è solo, 2012; Edinburgh, 2014. Nel 2015 lavora come fotografo di scena nel film di Alessandro Comodin I tempi felici verranno presto. Fa parte dell’agenzia LUZ.

Tristan Bordmann nasce nel 1983 a Mulhouse, nell’Est della Francia.
Ha studiato Cinema presso l’università di Parigi. Dal 2000 lavora quasi esclusivamente in pellicola. Nel 2005 ha realizzato Premier Amour con Florian Berutti, ispirato al libro di Samuel Beckett. Nel 2012 inizia la collaborazione con Alessandro Comodin lavorando come DOP su L’estate di Giacomo e successivamente nel 2016 con I tempi felici verranno presto. Come direttore della fotografia ha inoltre realizzato: Le Monde du Silence (2013), Voyage en Astrylie (2016), La Montée Impossible (2017). Lavora inoltre come Illustratore ed è docente in alcune scuole di cinematografia. Il suo primo libro Voyage en Astrylie – traité ethnographique, un viaggio in un paese  immaginario, è stato frutto di sette anni di lavoro.

Alessandro Comodin nasce nel 1982 a San Vito al Tagliamento, in Friuli. Dopo aver studiato al Dams di Bologna e a Parigi, ha frequentato la scuola nazionale del cinema del Belgio, a Bruxelles, dove si è diplomato in regia. Il suo corto-metraggio di diploma, Jagdfieber – La febbre della caccia è stato selezionato alla Quinzaine des réalisateurs à Cannes nel 2009. Il suo primo lungo-metraggio L’estate di Giacomo ha vinto il Pardo d’oro al Festival di Locarno nel 2011 nella sezione Cineasti del Presente. I Tempi Felici Verrano Presto il suo secondo lungo-metraggio è stato selezionato alla Semaine de la Critique a Cannes nel 2016.

LUCE è un Laboratorio e una Casa Editrice che nasce nel Maggio 2015 come Associazione di Fotografi e Stampatori. LUCE Laboratorio, in qualità di servizi, cura e gestisce progetti fotografici dall’ideazione alla messa in opera offrendo le sue competenze principalmente nello sviluppo, nella stampa e nella postproduzione. Come gruppo di ricerca centrale è la sperimentazione intorno al rapporto tra la fotografia e la sua forma stampata e tra la fotografia e altre forme espressive o documentative. Dagli sviluppi di questa nasce LUCE Editrice che incentra il suo interesse nel terreno della poetica personale e nell’interpretazione dell’oggetto editoriale con un approccio fisico e quasi primitivo.

Info

La cerva bianca (La biche blanche) ita/fra
liberamente tratto dal film I Tempi Felici Verranno Presto di Alessandro Comodin
Coedizione LUCE / Shellac
Fotografie di Massimo Nicolaci, illustrazioni di Tristan Bordmann, testi di Alessandro Comodin
Design e realizzazione Matteo Alessandri
Editing e coordinamento editoriale Cristina Ferraiuolo

72 pagine, stampato in offset su carta Munken Lynx 120gr., 300 copie numerate copertine in esemplare unico dipinte personalmente da Tristan Bordmann.

patagonia
Incontro - mercoledì 23 maggio - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

PATAGONIA, VIAGGI E AVVENTURE CON LE GUIDE KAILAS

Kailas viaggi

Una serata interamente dedicata alla Patagonia dove le guide Kailas Andrea Pasqualotto (Naturalista) e Giovanni Dalla Valle (Geologo), raccontano di trekking e avventure tra i giganti di granito della Patagonia.

Si parlerà di itinerari alla scoperta delle famose montagne del Fitz Roy e del Cerro Torre, ma anche dei grandi ghiacciai Perito Moreno, Upsala e Videma e delle famose Torres del Paine, dove si possono compiere bellissime escursioni a piedi e coinvolgenti trekking.

Immagini e racconti accompagneranno questa serata alla scoperta di viaggi che seguono rotte non ordinarie per avvicinarsi alla natura e scoprire la vera realtà di questa terra grazie a anni di esperienza vissuta in loco.

017 Past Euphoria - Polonia 2010 @ Fabio Sgroi
Presentazione editoriale - 16 maggio 2018 - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

PAST-EUPHORIA / POST-EUROPA

di Fabio sgroi
in collaborazione con Crowdbooks

Crowdbooks e Officine Fotografiche Milano presentano il volume del fotografo Fabio Sgroi “Past Euphoria Post Europa”: un progetto personale a lungo termine incentrato sull’identità instabile dell’Europa orientale a causa delle conseguenze derivanti dalla scissione dei regimi e dall’avvento della democrazia; tutto è avvenuto sotto lo sguardo dei media, che oggi ci parlano di un’ Europa che cerca rifugio in sé stessa. Il libro, descrive la vita di tutti i giorni di una società che è ancora alla ricerca di un’identità. Luoghi che stanno portando avanti con sé il ricordo di una profonda Europa che ha sofferto gli effetti violenti delle dinamiche geopolitiche, dalla caduta del muro di Berlino fino alla fondazione della nuova Unione Europea. Nelle immagini ci sono volti corrosi e luoghi corrosi dalla memoria, ma anche circondati dalla modernità; le immagini mostrano segni di moderna euforia, sebbene cadano nell’oscurità di un passato inquieto. I paesi in cui Sgroi ha scattato le foto sono 14: Albania, Bosnia, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Erzegovina, Ungheria, Macedonia, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia.

 

Come definire il lungo viaggio nelle immagini e nel tempo che ha realizzato Fabio Sgroi? Il titolo di questo libro ci aiuta a capirne le intenzioni, cioè a raccontare il passaggio dal momento di euforia per la nascita di una nuova realtà socio-politica, alla successiva acquisizione della consapevolezza che non tutto era fatto, che non tutto sarebbe stato facile. Un momento epocale nel quale, come vuole la Storia, da un passaggio all’altro si assiste a una sorta di perdita dell’innocenza”.            Giovanna Calvenzi

Intervengono:

Giovanna Calvenzi, docente e photo editor, Fabio Sgroi fotografo, Luca Nizzoli Toetti fotografo, Stefano Bianchi editore

Dopo la presentazione, sarà possibile acquistare le copie del libro edito da Crowdbooks Publishing.

 

 

 

Presentazione editoriale, crowdfunding - mercoledì 9 maggio 2018 - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Grüne Linie

di Giancarlo Barzagli

Mercoledì 9 maggio dalle 18 e 30 a Officine Fotografiche Milano presenteremo il progetto “Grüne Linie” del fotografo Giancarlo Barzagli insieme a Pietro Vertamy editor di Ulixes.

“Grüne Linie” era il nome che l’esercito tedesco aveva dato, nell’estate del 1944, alla Linea Gotica: quella traccia di difese e fortificazioni che correvano lungo l’Appennino, tagliando in due l’Italia, dalla costa tirrenica a quella adriatica. Una linea che si snodava fra boschi e paesi, costellata di storie di coraggio e di paura, di rivalsa e di resistenza. Storie che hanno lasciato segni indelebili nel paesaggio e nella memoria.

“Grüne Linie” è oggi anche il nome di un libro, un percorso narrativo fatto di immagini e parole sulla memoria dei luoghi della Resistenza. Le immagini sono le fotografie di Giancarlo Barzagli, le parole quelle di WuMing2.

Grüne Linie è l’espressione che fin da bambino ho sentito nei racconti degli anziani del mio paese”. Nell’infanzia di Giancarlo Barzagli, cresciuto fra le poche case di Razzuolo, frazioncina aggrappata alle pendici dell’Appennino, la memoria del conflitto è stata un inconsapevole sfondo ai giochi: nelle vecchie trincee dove si andava a nascondersi, nei bossoli usati come vasi per i fiori… per poi mutare consistenza, con il passare del tempo e lo studio della storia.

La consapevolezza del valore e della caducità della memoria ha generato in me l’urgenza di documentare ciò che ancora era rimasto del passaggio della guerra e degli anni della Resistenza, mentre i custodi di quei ricordi se ne andavano”.

 

Il libro potrà essere acquistato solo sostenendo il crowdfunding fino al 23 maggio su: https://www.eppela.com/it/projects/18478-grune-linie-libro-fotografico-sulla-resistenza

Il volume si compone di numerosi documenti e fotografie, a raccontare i segni che la montagna ancora custodisce e i volti dei testimoni, accompagnati da estratti dei loro ricordi, oltre ad un racconto di WuMing2 – autore de “Il sentiero degli dei” – e profondo conoscitore delle montagne che separano Bologna e Firenze. Grüne Linie conterrà inoltre una mappa, con itinerari scelti per ripercorrere luoghi della memoria e imparare a conoscere un territorio di grande fascino.

 

Giancarlo Barzagli, fotografo e video-maker, da sempre interessato al racconto per immagini, affianca ai lavori commerciali progetti di ricerca nell’ambito della fotografia documentaria. Seguendo l’eco delle storie che sentiva da bambino ha percorso e fotografato le montagne dove è cresciuto alla ricerca delle tracce di avvenimenti lontani.

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Presentazione e mostra - mercoledì 4 aprile - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Relocated Identities

Intersos

Presentazione del progetto multimediale Relocated Identities, realizzato da INTERSOS e finanziato dal Dipartimento per la protezione civile e gli aiuti umanitari della Commissione europea (European Commission – Civil Protection & Humanitarian Aid Operations – ECHO).

Centinaia di migliaia di rifugiati siriani vivono in Giordania senza documentazione legale e civile. Sono invisibili, stanno perdendo le loro identità, sono esposti a varie forme di meccanismi risposta negativi, sfruttamento e abuso, oltre al rischio di essere trasferiti con la forza nei campi o deportati in Siria.

Il fotografo italiano Alessio Cupelli e la produttrice multimediale Katia Marinelli hanno trascorso diverse settimane con gli operatori di #INTERSOS in Giordania raccogliendo storie e interviste uniche delle famiglie di rifugiati siriani che affrontano la sfida di regolarizzare lo stato della propria documentazione legale e civile in Giordania, documentando le esperienze personali di uomini, donne e bambini che lottano per salvaguardare la propria identità di esseri umani e proteggere i propri diritti e la propria libertà.

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Presentazione editoriale - martedì 27 marzo 2018 - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Urbanautica presenta '52 Pictures' e 'Malagrotta'

Steve Bisson
Edoardo Hahn
Gian Marco Sanna

Martedì 27 marzo a Officine Fotografiche siamo felici di presentare insieme a Steve Bisson ‘Urbanautica’.

Urbanautica Institute è una piattaforma di studi e ricerche che si dedica da 10 anni all’antropologia visiva e ai paesaggi culturali. La casa editrice presenta progetti autoriali che documentano e interpretano i territori attraverso la fotografia, le arti visive e l’approfondimento.
Gli ultimi due prodotti della casa editrice sono ‘52 Pictures‘ di Edoardo Hahn e ‘Malagrotta‘ di Gian Marco Sanna, entrabi saranno presenti per presentare i loro lavori e dialogare con Steve Bisson.


52 Pictures è un insieme di appunti visivi, frammenti di geografie, dettagli che formano nel loro insieme una personale visione della realtà. Già dal titolo, dove non viene data nessuna informazione in grado di identificare un luogo specifico, si capisce come quello che conta sono le relazioni che si instaurano tra un’immagine e la successiva; la loro posizione nel flusso narrativo.
Sebbene la realtà che sta dietro questa serie di immagini non è inventata, l’intera sequenza è un insieme di enigmi figurati costruiti con dettagli incoerenti. Le immagini sono come dei rilievi, ma non funzionano come documenti. Sono i resti di momenti accaduti e salvati dall’incessante lavorio del tempo.
Mentre il precedente libro di Edoardo Hahn, ‘Landscape Materials’, era costruito con una impaginazione particolare, asimmetrica, che lasciava ampi spazi bianchi, e dove le immagini quasi fluttuavano nelle pagine, in ‘52 Pictures’ le immagini occupano l’intera pagina, senza nessuna cornice o spazio a circoscriverle. Non ci sono contorni, sfumature, testi. Soltanto visioni, immagini.

 

Malagrotta è la discarica di Roma, e una tra le più grandi d’Europa. Salita alla cronaca come caso di mala gestione, oggi è chiusa e si manifesta in tutto il suo degrado. Attorno al sito sono molte le cicatrici, i segni che testimoniano un inquinamento diffuso e persistente. Un luogo che appare nel suo insieme come un danno ambientale gigantesco capace di produrre esternalità negative ben oltre i suoi confini. Gian Marco Sanna la conosce bene la zona di Malagrotta, avendola vissuta a lungo da abitante prima che da fotografo. Una terra avvolta dal silenzio, in un buio impenetrabile, dove acque nere scorrono attraverso montagne artificiali. Qui la vita sembra lontana anche se di notte Malagrotta sembra rianimarsi, di una vita parallela fatta di fumi, fuochi e ombre, accompagnati da un odore insopportabile e una nube bianca e densa: è la città di neve.

 

Edoardo Hahn nasce a Torino nel 1962. Vive e lavora a Milano. Suoi lavori sono stati esposti e pubblicati sia in Italia che all’estero. Suoi temi tipici riguardano la funzione delle immagini e le modalità di rappresentazione del paesaggio. Nelle sue opere il paesaggio diventa frattale, il suo significato impalpabile. Per lui la fotografia è frammenti di memoria che pian piano svaniscono.

Gian Marco Sanna è nato e cresciuto a Roma. Si avvicina alla fotografia da autodidatta e poi frequentando per 3 anni la Scuola Romana di Fotografia e Cinema. Dal 2015 al 2017 lavora sulla discarica di Malagrotta e realizza un volume fotografico edito da Urbanautica Institute. Co-fondatore del collettivo di investigazione urbana L.I.S.A. con cui ha recentemente pubblicato la fanzine ‘But I love you’ dedicata al Gay Pride di Roma.

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Incontro - mercoledì 21 marzo - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Kamchatka, terra di vulcani, foreste selvagge e orsi

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con il geologo Guida Kailas Giovanni Dalla Valle

Mercoledì 21 marzo presentiamo a Officine Fotografiche Milano in collaborazione con Kailas Viaggi: ‘Un viaggio in Kamchatka’.

Il geologo Giovanni Dalla Valle, guida Kailas, racconta attraberso immagini, filmati ed esperienze di viaggio, questa terra selvaggia e meravigliosa; un luogo ricco di vulcani, sorgenti termali e geyser, abitato da orsi ed aquile di mare.

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Incontro con l'autore - mercoledì 7 marzo 2018 - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Incontro con Salvatore Vitale

Salvatore Vitale

Mercoledì 7 marzo ospiteremo Salvatore Vitale per un incontro in cui si parlerà di uno dei suoi ultimi lavori e del suo approccio alla produzione di immagini. A dialogare nsieme a lui ci sarà Elena Vaninetti.

La Svizzera è comunemente considerata come uno dei paesi più sicuri al mondo, ma spesso è anche indicata come riferimento esemplare di efficienza e ordine.

Il progetto di ricerca visiva a lungo termine di Salvatore Vitale, “How to Secure a Country”, si propone di esplorare i principi fondamentali che un paese di questo genere deve sostenere, sviluppare e sopportare.

Il progetto esplora le varie dinamiche in cui i fenomeni sociali, politici e psicologici, che sono per la maggior parte del tempo invisibili e in qualche modo elusivi, si stabilizzano e quindi diventano visibili anche attraverso procedure operative e standard. Seguendo le tracce che collegano attività di aziende IT, organizzazioni meteorologiche e apparato di difesa statale e organizzazioni legate alle dogane e alla migrazione, Vitale mappa visivamente il complesso sistema di sicurezza pubblico-privato svizzero.

Vitale utilizza la fotografia per svelare gli strumenti di potere usati per controllare ciò che dovrebbe essere diritto di ogni individuo; essere in grado di cercare rifugio e protezione. Il lavoro di Salvatore Vitale è un’indagine su un complesso sistema di sicurezza e l’impatto di una dinamica di potere chiaramente frutto di pregiudizi.

La fotografia è uno strumento e un componente da regolare; grazie all’utilizzo di un linguaggio clinico e a tratti asettico, ci relazioniamo con le dinamiche, i luoghi e gli strumenti attraverso i quali il sistema si regola e si sviluppa.

 


 

Salvatore Vitale (1986) è un artista visivo e publisher nato e cresciuto a Palermo e residente in Svizzera. Nel 2015 riceve il Grant di Pro Helvetia e nel 2017 è vincitore del PHMuseum Award Grant. Le sue opere sono state esposte in musei e in festival fotografici tra cui il Photoforum Pasquart Biel / Bienne, OCAT Shanghai, il T3 Photo Festival Tokyo, il Gazebook Photography Festival, Presence Festival di San Pietroburgo e Jaipur Photo Festival. È anche co-fondatore e capo redattore di YET magazine, rivista di fotografia internazionale con base in Svizzera che si occupa dell’evoluzione della pratica della fotografia nel campo dell’arte contemporanea.

Vitale è membro dell’Accademia dei nominatori per il Deutsche Börse Photography Foundation Prize.  E’ stato membro della giuria nominatrice per ShowOFF- Krakow Photomonth, Grolsch Unseen Residency e Kassel DummyAward per citarne alcuni. Salvatore tiene anche workshops e conferenze, presentando l’analisi di alcune delle più interessanti questioni di fotografia contemporanea.


 

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Presentazione editoriale - mercoledì 28 febbraio 2018 - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

Trophy and Treasure

Francesco Neri

Nel lavoro di Francesco Neri la fotografia mostra tutta la sua valenza culturale: come oggetto, come documento, come ricordo, come composizione, come riproduzione e trasformazione, infine come libera opera d’arte. Cominciata nella casa dei suoi nonni, questa serie ci consente di avere una visione personale della vita privata e professionale della famiglia del fotografo, in cui la medicina e la caccia svolgono un ruolo speciale. Così interni, nature morte e ritratti s’incontrano nell’immaginario visivo di Francesco Neri che è anche determinato dal paesaggio e dalla natura attorno a casa.

Francesco Neri (Faenza, 1982). Dopo aver svolto uno stage presso la Magnum Photos presso la sua sede di Parigi, studia fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna con Guido Guidi. La sua ricerca fotografica sul ritratto e il paesaggio sociale si è sviluppata nel corso degli ultimi dodici anni. Il suo lavoro è incluso in varie collezioni tra cui: SK Stiftung Kultur Museum (DE), la Fondation A Stichting (BE), Biennale di Architettura di Venezia (IT), Linea di Confine (IT), Fondazione Ermanno Casoli (IT), Agarttha Arte Piemonte (IT),  IBC Emilia Romagna (IT), Collezione Graziadei (IT). E’ membro e tutor per la facoltà “AA – Architectural Association, School of Architecture” di Londra e insegna fotografia presso l’Istituto Grafica Pubblicitaria a Faenza. Vive a Faenza.

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Open Days

Officine Fotografiche Milano apre le porte a tutti coloro che vorranno scoprire i corsi in partenza a marzo 2018.

Saranno tre giorni all’insegna di lezioni aperte, letture portfolio e incontri con i docenti.

Vi aspettiamo!


* PROGRAMMA *

* MARTEDì 20 FEBBRAIO *
Dalle ore 18 letture portfolio con i nostri insegnanti Alessandro Gandolfi (Reportage), Pietro Vertamy (illuminazione), Allegra Martin (Fotografia base), Teodora Malavenda.

ore 19:00 lezione/presentazione del Corso di Reportage con Alessandro Gandolfi

ore 20:00 Lezione/presentazione del Corso di Illuminazione con Pietro Vertamy

* MERCOLEDì 2​1​ FEBBRAIO *
Dalle ore 18 letture portfolio con i nostri insegnanti Pietro Vertamy (Fotografia base), Alessandro Calabrese (Composizione visiva), Matilde Scaramellini ed Elena Vaninetti (Laboratorio di critica fotografica)

ore 19 speed dating fotografico con Nausicaa Giulia Bianchi (Fotografare l’invisibile)

ore 19:30 presentazione del Corso Fotografia in Risograph

​* GIOVEDì 2​2​ FEBBRAIO *
Dalle ore 18 letture portfolio con i nostri insegnanti Luca Nizzoli Toetti (Fotografia base, Fotografia intermedio), Isabella Beatrice De Maddalena (Ritratto-reportage), Angelo Ferrillo (Street photography), Nausicaa Giulia Bianchi (Fotografare l’invisibile)

ore 18:30 lezione/presentazione del Professione Reporter con Pietro Vertamy

ore 19 lezione/presentazione del Corso Book design con Discipula

ore 20 lezione/presentazione del Corso Street photography con Angelo Ferrillo


 

Tutte le attività sono aperte al pubblico, gratuite e su prenotazione tramite mail.

Scriveteci a ofm@officinefotografiche.org oppure chiamate lo 02 54050043

islanda jokullsarloon
Incontro - martedì 6 febbraio - ore 19 - Officine Fotografiche Milano

Islanda segreta, in viaggio con un geologo

Kailas
con Marco Montecroci e Francesco Pandolfo

Il nuovo video delle Guide di Kailas, il nuovo libro, immagini descrizioni degli ambienti più selvaggi dell’Islanda con il geologo Marco Montecroci, che con la sua ventennale esperienza in questo territorio ci porta per mano nel cuore di una delle realtà paesaggistiche più bella del nostro pianeta.

Vuoi vedere i viaggi di cui si parla:

 

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Spettacolo teatrale - lunedì 5 febbraio 2018 - ore 19 - Officine Fotografiche Milano

Ernest

Compagnia Gli Artimanti

Per la prima volta ospitiamo a Officine Fotografiche uno spattacolo teatrale, lunedì 5 febbraio la compagnia teatrale Gli Artimanti presenterà Ernest.


Siamo sommersi da parole, commenti, arrivando al paradosso di tutto questo con i fake profiles e i fake comments. Ecco che allora quello che scriveva Wilde nel 1895 sembra scritto ieri. La forza delle parole trionferà sempre sui fatti che non avranno mai modo di affermarsi, tutto viene preso sul serio e nel momento successivo niente è più serio. Una commedia frivola per persone serie, come se la commedia avesse appunto due facce, da un lato prendersi gioco di quella società vezzosa e viziosa così, purtroppo, vicina alla nostra, e dall’altro farci vedere la sua brutalità, la sua ignoranza e ottusità, purtroppo, di nuovo troppo simile alla nostra. Nel protagonista, a mio avviso, la genialità di Wilde si manifesta nella sua maniera più semplice e profonda. Mr. Worthing è un trovatello. Chi è Mr Worthing? La persona che con lavoro, fatica, dedizione e impegno è riuscita nonostante le sue umili e ignote origini a creare una sua identità all’interno della società in cui vive oppure un nessuno perché l’unico parente che può presentare al cospetto della società è una vecchia borsa con manici? Non assomiglia a un ragazzo coraggioso che lascia la sua terra martoriata e con un barcone approda in una terra sconosciuta, alla ricerca di una nuova identità? Chi decide chi sei e se sei parte di questa società? Le tue origini o i soldi? Chi e che cosa ci rende rispettabili e degni di essere integrati nella società? Oggi che sempre di più diamo spazio e importanza al pensiero e alle parole di tutti, sembra quasi un paradosso “wildiano”, perché in realtà non diamo spazio e importanza al pensiero e alla parola di nessuno, perché abbiamo dimenticato come si fa ad ascoltare. Abbiamo dimenticato che tutti possono entrare a far parte di questa società ed essere persone rispettabili e oneste, senza aver bisogno di nomi o leggi.


 Questo spettacolo è stato pensato per scardinare l’idea di rappresentazione frontale a cui siamo abituati. Il pubblico seduto in file a guardare gli attori davanti a loro sul palco. Noi abbiamo deciso di scendere da quel palco di andare incontro agli spettatori, coinvolgendoli, parlando e scherzando con loro, farli sentire veramente parte della commedia. La grande forza del Teatro è che avviene veramente davanti ai tuoi occhi in quel momento. Vive. E noi vogliamo far vedere questa vita il più vicino possibile. Inoltre abbiamo deciso di lavorare non solo attraverso il duro lavoro dell’interpretazione, ma anche attraverso il canto e il movimento. Insomma uno spettacolo/performance, dove vogliamo creare col pubblico non una serata di teatro, ma un’esperienza attraverso la satira e l’ironia che sono le armi più potenti di riflessione che abbiamo.

 


Manuel Capraro – Regista

Laurea in Lettere e Filosofia, diploma in Regia all’Accademia Nazionale d’arte drammatica “Silvio d’Amico”. Esperienze di studio alla LAMDA London Academy of Music and dramatic arts a Londra e alla SZFE di Budapest dove studia physical Theatre. Con Antonio Syxty è assistente alla regia al Teatro Litta di Milano per “ Democracy” (2010) e per Tenero+Crudele (Cruel and Tender)” (2011). Con Gaetano Callegaro è attore e assistente alla regia al Teatro Litta di Milano per “Il magico mondo dei numeri” (2008-2010). Nel 2009 è attore nello spettacolo “ Angeli?” regia di Maria Pia Pagliarecci, Teatro S. Fedele di Milano. Le sue prime regie sono “Sogno di una notte di mezza estate”(Festival Fantasio Piccoli), “Elettra” di Euripide, “Girotondo” di Schnitzler, “Phaedra’s Love” di S. Kane (Festival dei due Mondi di Spoleto), “Huis Clos” di J.P.Sartre, “Un tram che si chiama Desiderio” di T. Williams (Festival dei due mondi di Spoleto). Nel Febbraio 2015 partecipa come semifinalista al Premio Internazionale “Dante Cappelletti” con lo spettacolo “FABRIZIO” scritto e diretto da Manuel Capraro. Nel 2015 è in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano con DOMINO progetto in collaborazione con la compagnia Linee Libere e in cui scrive e dirige FABRIZIO e dirige HUIS CLOS di J.P.Sartre. Nel 2016 DOMINO replica al Teatro Potlach di Fara in Sabina e al Teatro di Sacco di Perugia, e FABRIZIO è in stagione al Teatro Biondo di Palermo. Nel 2016 segue le prove di “Odissea a/r” di Emma Dante, e segue Oskaras Korsounovas alla Biennale di Venezia. Tiene un seminario in Università La Sapienza di Roma su DOMINO e va in scena al Teatro India. Nel 2017 segue le prove del “Macbeth” di Emma Dante al Teatro Massimo di Palermo, è assistente alla regia di Oskaras Korsounavas per “Egle the Queen of serpents” Teatro di Roma, e assistente alla regia di Emma Dante per “La Scortecata” Festival di Spoleto 2017.

Alessandro Bandini – Attore

Diplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Studia e lavora con Luca Ronconi, Carmelo Rifici, Stefano Massini, Mauro Avogadro. Stages e intensivi con Oskaras Korsunovas, Serenea Senigaglia, Peter Stein, Fausto Paravidino.

Claudio Zappalà – Attore

Diplomato alla Scuola dei Mestieri e dello Spettacolo del Teatro Biondo di Palermo. Lavora con diversi registi tra cui Emma Dante e Stefano Ricci/ Gianni Forte.

Silvia Pernarella – Attore

Diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Diversi i premi vinti, tra cui Premio Duse come miglior attrice emergente. Tanti i registi con cui lavora, tra cui Luca Ronconi, Peter Stein, Massimo Popolizio, Carmelo Rifici, Claudio Longhi, Federico Tiezzi.

Livia Rossi - Attore

Diplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Studia e lavora con Luca Ronconi, Carmelo Rifici, Stefano Massini, Mauro Avogadro. Stages e intensivi con Serenea Senigaglia, Peter Stein, Fausto Paravidino. Al cinema è la protagonista al fianco di Antonio Albanese de “l’intrepido” di G.Amelio.

Rachele Gatti – Attore

Diplomata alla Scuola di Arte Drammatica diretta da Carmelo Rifici al Teatro Litta. Lavora con Antonio Sixty, Claudio Autelli, Carmelo Rifici.

Eletta Del Castillo – Attore

Diplomata all’Accademia Nazionale d’arte drammatica “Silvio d’Amico” e alla Scuola Galante Garrone di Bologna. Lavora con Luca Ronconi, Luca Micheletti, Fausto Russo Alesi, Mario Martone.

 

 

Info

Ingresso spettacolo: 10€

rvm
Presentazione editoriale - mercoledì 25 gennaio - ore 18 e 30 - Officine Fotografiche Milano

RVM Magazine - The Redo Issue

con Giammaria De Gasperis e Agnese Porto

Torna, dopo qualche anno di pausa e uno dedicato al restyling, la rivista Rvm MagazineGiammaria De Gasperis (direttore editoriale), Agnese Porto (editrice) e Francesca Pignataro (Art Director) presenteranno il primo numero del nuovo corso del quadrimestrale di fotografia e altre narrazioni dedicato al colore rosso.

Rvm, è un magazine di fotografia documentaria e altre narrazioni (racconti, illustrazione, approfondimenti) e, con il Redo Issue, torna rinnovato fin dalle fondamenta: diventa indipendente con la costituzione della casa editrice RVM Hub, si presenta con una nuova redazione, nuove collaborazioni, nuovi temi e nuova veste grafica.
Il tema selezionato per il primo anno di pubblicazione è il colore e il primo numero del nuovo corso della rivista – The Redo Issue – è dedicato al colore rosso, indagato da un punto di vista formale e semantico, attraverso i progetti fotografici, i racconti, le rubriche, le grafiche e l’illustrazione. Abbiamo deciso di indagare il contemporaneo utilizzando una serie di cromie come medium – quasi fossero filtri fotografici, utili a dipanare una realtà spesso di difficile comprensione.
Concepita secondo i parametri della rivista/libro dall’identità fluida, Rvm Magazine è una pubblicazione da collezionare e rileggere, impreziosita da un’esperienza tattile inconsueta, data dall’utilizzo di otto carte diverse, ciascuna scelta per sposarsi al meglio con le immagini e le parole che vi sono impresse.

NUMERO – Dicembre 2017
ITA/ENG
pagine: 136 + 20 (racconti)
dimensioni: 230 x 300 mm + 140 x 215 mm (racconti)