note private
mostra fotografica - giovedì 12 aprile 2018 - Officine Fotografiche Milano

Note private. Storie di Persone e musica

Chiara Mirelli
a cura di Officine Fotografiche Milano

Un brindisi fatto prima di entrare in scena, un telo di spugna che ti accoglie dopo il concerto. L’attesa, la resa, l’esaltazione, l’abbandono. 

C’è sempre una folla di sconosciuti a cui vorresti dire qualcosa ma sono tanti, troppi, per entrare nel personale. E’ il prezzo da pagare per esserci riuscito, aver guadagnato fama e riconoscimento, il passo successivo è rimanere delle persone, anche dopo aver raggiunto la consacrazione. 

Abbiamo appeso le star al muro. La musica italiana con suoi migliori talenti odierni. 

E’ una storia di attimi sospesi, fra persone e personaggi, fra scissioni e tutt’uno, che Chiara Mirelli documenta da quasi dieci anni. 

Perché, al di la del lavoro, è diventata sempre più una faccenda personale. Una ricerca continua che ha portato la fotografa a grattare la superficie per parlare e lasciar parlare le immagini, i ritratti, le persone.

Chiara fotografa e ritrae cantautori, musicisti, cantanti emergenti, noti e meno noti della scena musicale italiana. Lo fa con uno stile inconfondibile, con un bianco e nero deciso e chiururgico, con colori prepotenti e saturi, con un obiettivo attento a cogliere i tratti salienti di ogni personalità.

E’ questa una storia fotografica di tracce e di intrecci, di porte aperte su palchi bui, su momenti privati, su sfaccettature intime. 

Sembrano tutti a portata di mano: compagni di una vacanza, amici con i postumi di una serata grandiosa, o quelli che ti vengono a trovare e si insediano sul tuo divano di casa leggendo qualsiasi cosa capiti loro a portata di mano. C’è sempre il tempo di una sigaretta, l’abbandonarsi sotto la doccia, il chiudere gli occhi e lasciarsi andare lontano. 

Ma poi: arriva la musica, qualcosa che ti brucia dentro, mille lucine a fare della tua serata la stazione delle lucciole e mani alzate a salutarti.

In questa serie di immagini in mostra a Officine Fotografiche, musica e fotografia viaggiano di pari passo svelandoci, attraverso l’obiettivo, i momenti più intimi dei protagonisti: dai post concerto, alle prove, agli ambienti familiari, ai momenti di stanchezza.

 

Info mostra

Inaugurazione 12 aprile 2018, ore 19
In esposizione dal 13 aprile all 11 maggio 2018

lunedì-venerdì 14.00 – 20.00
sabato e domenica chiuso

Antipodes
mostra fotografica - giovedì 15 febbraio - ore 19 - Officine Fotografiche Milano

Antipodes. Two Faces one Europe

Alessandro Gandolfi

Giovedì 15 febbraio a partire dalle ore 19 inauguriamo a Officine Fotografiche Milano la mostra personale di Alessandro Gandolfi: Antipodes. Two Faces one Europe.


La distanza si vede a colpo d’occhio: lusso e penuria, floridezza e decadenza, prosperità e arretratezza. Sembrano due universi distanti nel tempo e nello spazio. Eppure. Benvenuti nell’Europa unita a due velocità, quella delle distanze siderali a chilometro zero. Raccontate attraverso il paradosso di due città: Wolfsburg (Germania) e Silistra (Bulgaria). Rispettivamente la più ricca e la più povera del Vecchio Continente. A separarle poco più di 1.500 chilometri e parecchi anni luce.

Alessandro Gandolfi ha voluto raccontare attraverso l’emblema di un paradosso una situazione che in realtà accomuna posti ancora più vicini fra loro, seppur con una forbice meno esasperata. Il linguaggio è quello che contraddistingue tutti i suoi lavori, in cui la serietà del fotogiornalismo viene stemperata attraverso una chiave ironica (senza tuttavia sminuire l’importanza del racconto). La scelta visiva e materica è quella dei dittici, affinché sia evidente nel paragone immediato quanto raccontato dai numeri. Un operaio tedesco che guadagna 2.500 euro al mese, uno bulgaro che arriva a malapena a 200. Una città in crescita che punta prepotentemente alla perfezione e all’efficienza (perfino troppo, talvolta l’effetto alienante ricorda un po’ The Truman Show) e una che lotta per la sopravvivenza, e guarda impotente i suoi giovani andarsene lontano per poter sperare in un futuro.

Wolfsburg altro non è che il prodotto di una delle fabbriche automobilistiche più floride del mondo: la Volkswagen. Tutto dipende dalla grande industria: l’occupazione, il reddito, i servizi, la previdenza, persino gli investimenti culturali. In un flusso che si autoalimenta e che non può neanche immaginare la possibilità di un corto circuito del meccanismo. Benvenuti nel parossismo del successo. Tutto deve essere sano, vitale, proiettato verso il progresso dell’uomo, inteso come emanazione della macchina. Il detto locale non per nulla è: “ogni volta che la Volkswagen tossisce, Wolfsburg ha il raffreddore”.

Silistra, all’opposto, è la realizzazione del peggiore incubo della cittadina tedesca: la fine dell’indotto, la chiusura delle aziende e il collasso di una società che ha visto tutto precipitare. Ritrovandosi senza un progetto che possa ambire, seppur nel tempo, a una rinascita.

Info mostra

Inaugurazione 15 febbraio 2018, ore 19
In esposizione dal 16 febbraio all 16 marzo 2018
lunedì-venerdì 14.00 – 20.00
sabato e domenica chiuso

AlessandroPenso_01
mostra fotografica - 18 gennaio 2018 - ore 19 - Officine Fotografiche Milano

ONE DAY

Alessandro Penso
a cura di Annalisa D'Angelo
con il patrocinio di Medici Senza Frontiere

Riapriamo il nuovo anno con il progetto OneDay di Alessandro Penso, fotografo impegnato da anni sul tema dei migranti in Europa.

La mostra, curata da Annalisa D’Angelo e patrocinata da Medici Senza Frontiere, inaugura giovedì 18 gennaio alle 19 nella nostra sede di via Friuli.

Il progetto fotografico - Per più di sei anni, il fotografo Alessandro Penso ha documentato le condizioni dei rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Europa, rivolgendo un’attenzione particolare ai paesi di confine dell’Unione Europea.

Un percorso lungo e di ricerca che ha toccato tematiche e paesi diversi come Malta, Italia, Grecia, Spagna, Bulgaria e Francia; con lo scopo di mostrare come atteggiamenti di chiusura e di xenofobia vengano coperti e giustificati dalle politiche europee.

Queste le parole di Alessandro: “Ho provato a scavare dentro al nostro territorio per vedere come queste persone vivevano e il modo in cui i loro “diritti” venivano rispettati in Europa. Ho visto paesi come la Grecia rifiutare le richieste di asilo fino al 99.5 %, supportando ideologie razziali, poi sfociate in attacchi violenti contro i migranti, come ad esempio la storia di Mohamed, investito di proposito. Ho visto centinaia di minori non accompagnati rischiare la vita per spostarsi da un paese europeo all’altro; costruire muri e ghetti in Bulgaria con i soldi donati dalla Comunità Europea, cancellando così parole come integrazione e solidarietà. Ho visto Paesi come Malta e Spagna lottare con i denti per uscire dalle tratte di chi cerca protezione in Europa. 

Il fallimento delle politiche europee è risultato evidente nel 2015 quando l’Europa non è riuscita a far fronte al milione di persone che hanno marciato alla volta di Berlino chiedendo che i diritti della Convenzione di Ginevra fossero rispettati.”

La mostra OneDay sarà visitabile fino al 8 febbraio 2018.

Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico umanitaria indipendente al mondo e oggi fornisce soccorso umanitario in quasi 70 paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da violenze o catastrofi dovute principalmente a guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o disastri naturali.

Negli ultimi anni MSF ha aumentato i propri sforzi per soccorrere le popolazioni in movimento, nei paesi di origine e lungo tutto il percorso di fuga. Oggi MSF offre assistenza medico-umanitaria a sfollati, rifugiati e richiedenti asilo in più di 30 Paesi. In Europa, MSF ha triplicato i propri progetti per rispondere ai bisogni di rifugiati e migranti. Nel 2015, ha preso la decisione senza precedenti di avviare attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale e nel Mar Egeo. In 18 mesi, le navi di MSF hanno salvato più di 35.000 persone.

Info mostra

Inaugurazione 18 gennaio 2018, ore 19
In esposizione dal 19 gennaio all 8 febbraio 2018
lunedì-venerdì 14.00 – 20.00
sabato e domenica chiuso