Amir Kabir Beigh, 26 years old, Baramulla. “In September 2010 i was going to buy some medicine for my mother by evening time when a group of security forces fired at me near the bridge of the old town. There had been clashes throughout the day but it was calm at that time. I was alone on the street so only after some minutes somebody found me and took me to the hospital. I have gone through a lot of surgeries all over India but i am still completely blind”.
Amir is the first pellet victim of Kashmir, he received hundreds of iron balls on his body.
Camillo Pasquarelli
Premio FotoLeggendo 2018 - Martedì 18 febbraio, ore 19 - Officine Fotografiche Milano

THE VALLEY OF SHADOWS

CAMILLO PASQUARELLI
a cura di Emilio D'Itri

La valle del Kashmir, un territorio conteso da India e Pakistan dal 1947, è una delle zone più militarizzate al mondo. Nel 2010 il governo indiano ha dotato le forze di sicurezza, dispiegate nello stato del Jammu e Kashmir, di una nuova arma. Da allora cartucce riempite con centinaia di piccoli proiettili di piombo vengono utilizzate per mantenere il controllo durante gli scontri in città. Considerati “non- letali”, i fucili a piombini dovrebbero essere puntati verso la parte inferiore del corpo.

L’8 luglio 2016 il giovane comandante Burhan Wani del gruppo armato kashmiro Hizbul-e-Mujahideen è stato ucciso in un scontro con l’esercito indiano. Molto popolare, specialmente tra i giovani, grazie all’uso che faceva dei social network per diffondere il suo messaggio, il martirio di Wani è stato la scintilla che ha incendiato l’intera valle. Il governo ha imposto un coprifuoco alla popolazione che è durato quattro mesi, mentre i leader separatisti incitavano ad uno sciopero continuo.

Centinaia di ragazzi hanno riempito le strade del Kashmir per protestare contro “l’occupazione indiana”, scagliando pietre contro l’esercito e la polizia. A partire dal luglio 2016 le forze di sicurezza hanno risposto utilizzando in maniera massiccia i fucili a piombini.

Secondo un report delle Nazioni Unite pubblicato nel 2018, l’utilizzo di tale arma ha causato la cecità di 1000 persone e decine di morti.

Mentre molte delle vittime non erano neanche coinvolte negli scontri con le forze di sicurezza, coloro che sono stati colpiti durante le proteste tendono ad evitare di parlarne apertamente, timorosi di ritorsioni da parte della polizia.

Per i giovani che hanno perso parzialmente la vista, la lettura diventa troppo difficoltosa con la conseguenza inevitabile dell’abbandono degli studi e di ogni possibilità di ottenere un buon livello d’istruzione. Gli uomini rimasti completamente senza vista non possono più prendersi cura delle proprie famiglie.

Le vittime, che portano dentro i loro corpi dozzine di microproiettili di piombo, è probabile debbano affrontare conseguenze mediche a lungo termine.

Quelle rimaste totalmente o parzialmente non vedenti, parlano dell’oscurità che è discesa sulle loro vite e di come, ormai, siano in grado di vedere solo ombre indistinte muoversi intorno a loro.

Biografia

Camillo Pasquarelli nasce a Roma nel 1988.

Solo una volta conclusi gli studi in Scienze Politiche e Antropologia, decide di dedicarsi interamente alla fotografia. Oggi è interessato principalmente a progetti personali e a lungo termine attraverso la combinazione dell’approccio antropologico con i mezzi visivi.

Dal 2015 ha lavorato ad un progetto riguardo la valle del Kashmir, India, esplorando la nozione e l’esperienza del conflitto, della memoria, della religione e delle aspirazioni politiche.
Nel 2017 ha ricevuto uno dei grant per studenti dell’Alexia Foundation per continuare a lavorare in Kashmir.

I suoi progetti hanno ricevuto numerosi premi come 1° Premio al LensCulture B&W, Short Story at World Report Award, Feature Shoot Emerging Photographer, 1° Premio Fotoleggendo, 1° Premio al Kuala Lumpur International Photo Awards e molti altri.

Le immagini di Camillo sono state pubblicate su Time, Der Spiegel, Polka, National Geographic, Internazionale, BuzFeed, Mashable, Il Reportage, Gazeta Wyborcza, e altri.

I suoi lavori sono stati esposti in tutto il mondo, come alla Aperture Gallery di New York, Format Festival in UK, Head On in Australia, Festival della Fotografia Etica in Italia, Getxo Photo Festival in Spagna, Indian Photography Festival, Kuala Lumpur International Photo Awards e molti altri.

Info mostra

Camillo Pasquarelli

Premio FotoLeggendo 2018

THE VALLEY OF SHADOWS

a cura di Emilio D’Itri 

Inaugurazione martedì 18 febbraio ore 19.00

in mostra dal 19 febbraio al 20 marzo 2020

prorogata fino all’11 settembre 2020

dal lunedì al giovedì

dalle 15 alle 19:30

ingresso gratuito

 

Bandone Kassel finale_milano
Mostra di dummy fotografici - giovedì 6 febbraio 2020, ore 19 - Officine Fotografiche Milano, Project Room

KASSEL&MILANO

in collaborazione con FotoBookFestival Kassel

Dopo la tappa romana presso Officine Fotografiche Roma, anche Milano ospita i dummy selezionati al Kassel Dummy Award 2019 del Fotobookfestival di Kassel, la competizione internazionale che premia il miglior prototipo di libro fotografico dell’anno, continuando la felice collaborazione iniziata nel 2014 a Roma nell’ambito del festival FotoLeggendo.

In esposizione 53 prototipi di libro fotografico selezionati dal Festival tra i quasi 400 ricevuti.

Attenzione! La mostra è prorogata fino al 13 marzo 2020

 

Info mostra

Dal 7 febbraio al 13 marzo 2020

Inaugurazione giovedì 6 febbraio 2020, ore 19

Orario di visita:

dal lunedì al giovedì: 14-20, venerdì: 10-17;

sabato e domenica chiuso

 

Francesca Todde, A sensitive education
Mostra fotografica - giovedì 16 gennaio, ore 19 - Officine Fotografiche Milano

A Sensitive Education

Francesca Todde

“Può accadere che, di colpo, inaspettatamente e quasi sempre nella semioscurità fugace di uno sguardo, intravediamo un altro ordine visibile, che interseca il nostro pur non avendo a che fare con esso. […] Ci imbattiamo in una zona del visibile che non era destinata a noi. Forse era destinata agli uccelli notturni, alle renne, ai furetti, alle anguille, alle balene…” John Berger

Tristan è un educatore di uccelli: li prepara per lavorare con gli esseri umani in spettacoli teatrali, di danza o documentari cinematografici e sviluppa con loro delle sessioni di “ornitoterapia” con detenuti e persone in difficoltà 

Quando era bambino, nella foresta dietro casa dei genitori, Tristan si accorse che, se rimaneva immobile per molto tempo, gli animali uscivano dalla vegetazione. Questa pratica di avvicinamento lento nel rispetto dei ritmi dellaltro, resta la base del metodo educativo di Tristan anche oggi. La sua tecnica è basata sulla comprensione della sensibilità degli uccelli, più ampia dalla nostra ed estesa in aree che noi abbiamo in parte dimenticato nel corso dellevoluzione. La posizione del corpo, lintensità dello sguardo, o anche solo le intenzioni che ci animano, hanno per gli uccelli una grande importanza percettiva. Seguendo Tristan, possiamo entrare nel loro mondo fatto di eventi minimi, sottili ed incorporei. 


In occasione della mostra la casa editrice Départ Pour l’image curerà una saletta dedicata ai libri che conterrà l’Archivio Collettivo_ Indagine sulla relazione uomo-animale.

L’allestimento è curato dalla casa editrice indipendente Départ Pour l’Image.
Départ Pour l’image
di base a Milano, fondata nel 2018 da Francesca Todde e Luca Reffo, si concentra sulle possibilità dell’immagine ai confini tra fotografia ed arte contemporanea, attraverso edizioni di libri, quaderni, affiches e curatela di mostre.
Ha partecipato a Temple Arles Books, Rolling Papers @ Le Bal Paris, The Art Chapter a Milano e Fotografia Europea a Reggio Emilia. Le sue edizioni sono disponibili in una ristretta selezione di librerie tra Italia e Francia, tra cui Leporello a Roma, Yvon Lambert, Volume e Artazart a Parigi, La Friche Belle de Mai e Histoire de l’Oeil a Marsiglia.

 

Biografia

Francesca Todde è una fotografa ed editrice, vive a Milano e lavora tra Italia e Francia. La sua ricerca fotografica è focalizzata su temi culturali legati alla natura e alla relazione dell’uomo con gli altri animali, esplorando storie di interazione privilegiata e reciproco ascolto.

Si interroga su come una costante attenzione verso la natura possa formare un individuo durante la sua vita e su come la nostra cultura possa riconnettersi ad un ancestrale sentimento di interdipendenza con le altre specie naturali.

I sui progetti sono sviluppati in tempi lunghi, a volte vivendo per un periodo con i soggetti, per incontrarli senza perturbare la loro realtà. A volte al limite dell’identificazione, la ricerca fotografica lavora in risonanza con i percorsi della ricerca interiore.

Tra le sue pubblicazioni: Le Monde, M le Magazine du Monde, Zadig, Granta, Yet Magazine.  Nel 2018 selezionata per la masterclass Nikon NOOR e finalista al Premio Marco Pesaresi, nel 2019 premiata alla tappa milanese di Italy Photo Award. Ha esposto tra gli altri a: BYOPaper! Arles Les Rencontres de la Photographie; Looking On al MAR di Ravenna; Reflexions, CAMERA, Torino. In gennaio 2020 esporrà presso Officine Fotografiche Milano.

Con l’artista Luca Reffo ha fondato la casa editrice indipendente Départ Pour l’Image.

www.francescatodde.com

www.departpourlimage.com

Info mostra

Inaugurazione: giovedì 16 gennaio 2020, ore 19

In esposizione dal 17 gennaio al 7 febbraio 2020 —prorogata fino al 12 febbraio

Orario di visita:

dal lunedì al giovedì: 14-20

venerdì: 10-17

sabato e domenica chiuso

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Giovedì  30 gennaio, ore 19

Visita guidata e presentazione del libro, a cura di Francesca Todde

Ingresso gratuito